Commento al Vangelo di oggi

DONNE SENZA PAURA: SOLERTE E GIOIOSA LA LORO TESTIMONIANZA!

In questo Lunedì di Pasqua, l’odierno Brano Evangelico (Mt 28, 8-15), narra l’incontro delle donne col Risorto, e il tentativo dei Capi dei Sacerdoti, di nascondere la Verità, con la corruzione. Le donne, pur tra timore e gioia grande, con la loro Fede, diventano in tal modo, le prime Testimoni ed annunciatrici della “Buona Notizia”, della Risurrezione di Gesù. Invece, la Guardia Romana, pur testimone dell’Evento prodigioso, si lascia comprare dai Capi dei Sacerdoti, che “diede loro, una buona somma di denaro” (v 12), per diffondere la menzogna: “Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo” (v 13). Menzogna diffusa tra i Giudei, fino al tempo della redazione del Vangelo. A questa contrapposizione, tra la Gioia delle Fede (Donne), e la Paura – Corruzione del Potere (Sacerdoti): “Se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione” (v 14), fa riscontro, l’invito di Gesù a non temere: “Non temete: andate ad annunciare ai miei fratelli…!” (v 10a), superando così, la tentazione dell’indifferenza e del rifiuto. Davvero significativa questa presenza delle Donne alla morte, alla sepoltura, e alla Risurrezione di Gesù. È stata una esperienza profonda, che ha trasformato radicalmente le loro vite. Per questo ricevono l’ordine di andare ad annunciare ai fratelli, di tornare in Galilea: “Là mi vedranno!” Un chiaro invito a ritornare lì, dove tutto è iniziato. Un ritorno alle fonti, si direbbe, per riscoprire e rileggere la loro storia, alla luce della Risurrezione. Tutto questo diventa anche metàfora per la nostra vita. Anche noi, a volte, tiepidi come i discepoli, siamo invitati a tornare alle sorgenti, alle origini della nostra Fede. Magari a quell’esperienza sconvolgente che – nella nostra vita di Fede – ci ha fatto incontrare il Maestro, quale Signore della nostra vita! Oggi, volendo attualizzare questa Parola, ci confrontiamo con queste due “reazioni”: La Fede in Gesù Risorto, e l’audacia di annunciarlo; Oppure, il “silenzio” (prezzolato), che viene dall’avidità, “radice di tutti i mali” (1Tm 6, 10). Nei Soldati si realizzò, quello che dice Gesù, nella Parabola del Seminatore: “Quello esaminato tra i rovi, è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza, soffocano la Parola ed essa non dà frutto” (Mt 13, 22). Alle donne, invece, accadde tutto il contrario: “Quello seminato nel terreno buono, è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno” (Mt 13, 23). Alla Vergine Maria, Madre del Risorto, chiediamo oggi, la stessa Fede e l’audacia delle Donne del Vangelo, per annunciare con Gioia, che Cristo è Risorto! Diversamente, daremo ragione al grande Filosofo Nietzsche, che diceva: “Non è vero che Gesù è risorto, altrimenti i Cristiani avrebbero un’altra faccia!” Come dargli torto? Auguri a tutti e buon Lunedì dell’Angelo.

don Michele Romano

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