Commento al Vangelo di oggi

CRISTO È RISORTO, E NOI CON LUI:
ALLELUIA !

La Risurrezione di Gesù, è l’Evento centrale della nostra Fede, il fulcro dell’intera Storia. Il Vangelo di oggi (Gv 20, 1-9), costituisce il nucleo fondamentale della Fede Cristiana, il Kèrigma: “Cristo è Risorto”. Un Evento che, non solo, ci dice che il dolore e la morte sono stati annientati, ma addirittura che anche noi abbiamo ricevuto “l’Adozione a figli” (Gal 4, 5; Ef 1, 5), e siamo diventati “partecipi dalla natura divina” (2 Pt 1, 4)! Maria Maddalena è la prima che, giunta al Sepolcro “quando era ancora buio” (v 1b), constata che la pietra della tomba di Gesù, è stata rimossa, e pensando ad una manomissione del Sepolcro, corre da Simon Pietro e dal discepolo che Gesù amava! Molti esegenti concordano sul fatto che Giovanni, abbia costruito questa scena, a partire dal Cantico dei Cantici, dove si possono riscontrare almeno tre elementi di contatto, tra la “ricerca” del corpo del Signore, da parte di Maria Maddalena (Gv 20, 1.11.15), e la “ricerca” da parte della Sulammìta del suo amato, in Cantico 3: “Lungo la notte…, l’ho cercato, ma non l’ho trovato…” (v 1). Approfondiamo meglio, il “parallelo” tra le due scene.
1)- La donna del Cantico, cerca il suo amato di notte (Ct 3, 1), e Maria si reca al sepolcro “quando ancora è buio” (v 1);
2) – La Sulammìta vaga per la città e chiede in giro dove sia l’amore della sua anima, che non riesce a trovare (Ct 3, 2-3), e Maria corre a chiedere a Pietro, e poi a un Giardiniere, dove sia il Signore che non si trova nel sepolcro (vv 2. 15);
3)- La donna del Cantico trova l’amato, e finalmente lo stringe forte senza volerlo lasciare (Ct 3, 4), così come Maria, tenta di trattenere Gesù (Gv 20, 17). Anche la Maddalena, è animata da un forte amore umano per Gesù, come dimostra eloquentemente, il suo pianto inconsolabile presso il sepolcro del Signore (v 11). Pietro e Giovanni “correvano insieme tutte e due (v 4a), ma Giovanni, certamente più giovane, giunse per primo al Sepolcro (C’è chi ha scritto che: L’Amore corre più dell’Autorità)…,ma non entrò”
(v4b). Questo ” gesto “riverenziale” di Giovanni, è un chiaro riferimento, al futuro “Primato” di Pietro (Gv 21, 15ss). Quando Pietro entrò nel Sepolcro, “osservò” – cioè, anche lui “vide i teli posati là e il sudario…” (vv 6b.7a), constatazione che suscitò la fede nel discepolo amato, che invece, “vide e credette”(v 8b). Importante anche sottolineare, come la presenza di loro due, Pietro e Giovanni, i quali, testimoniando la Verità del sepolcro vuoto, rispondono alle esigenze del diritto ebraico, secondo il quale, per la “validità” di una testimonianza devevano esserci almeno du testimoni oculari (Dt 19, 15; Mt 18, 16; 2Cor 13, 1ss). L’associazione, poi, tra il “vedere” e il “credere” di Giovanni, costituirà anche la tematica centrale di questo capitolo, che sarà meglio sviluppata nei versetti successivi, quando l’Apostolo Tommaso, pretenderà di “vedere per credere” (v 25) e il Risorto esaudirà la sua richiesta, proclamando però “Beati”, quelli che “crederanno senza aver visto” (v 29). L’esempio di Maria Maddalena, di Pietro e di Giovanni, ci dice che, come
Cristiani (“Nuovi discepoli” di Gesù), non possiamo più starcene chiusi e comodi, come se il Vangelo della Risurrezione, non fosse mai giunto fino a noi. La Pasqua è “Rinascita”- “Vita nuova”, e questa Verità va gridata a tutti, con ogni mezzo, fino ad arrivare al cuore di tanti, perché possano aprirsi all’accoglienza del Signore! San Paolo ce ne dà conferma: “La vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio” (Col 3, 3b). Sono ancora in tanti, che stentano a credere che Dio, sia il Signore della Vita, che Cristo con la sua Risurrezione, abbia spalancato le paratie della gioia – dice P. Curtaz – così da far veicolare questa “Lieta Notizia”, lungo i secoli della Storia. Gesù, il Risorto, è sempre in mezzo a noi, il Solo capace di trasformare i nostri rapporti umani, e a chi dovesse chiederci ragione della nostra fede, rispondiamo pure con gioia: “Anche noi vogliamo vivere da risorti, perché in Cristo, abbiamo contemplato un amore, più forte della Morte! Pertanto, Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa Pasqua.

Don Michele Romano

condividi su