Commento al Vangelo di oggi

LA CROCE DI CRISTO: “TRONO” DELLA SUA GLORIA.

La drammaticità della passione di Cristo (Gv 18, 1-19, 42), ed il rispetto che dobbiamo all’Unico Sacrificio, che si consuma sulla Croce, per la nostra Salvezza, impone, questa sera, a tutte le Chiese della Cristianità (Unico giorno dell’Anno in cui non viene Celebrata la Santa Messa, ma si svolgerà solo l’Azione Liturgica), di essere disadorne, piuttosto buie, e soprattutto “silenziose”. Tacciono, persino, le Campane, mentre, paradossalmente, intorno a noi, scatta la frenesia del Mondo, che suggerisce a tanti di organizzarsi per il gran Fine Settimana di Pasqua per trascorrere un agognato Week end di riposo e svago, sempre tempo permettendo! Mentre le Scuole e gli Uffici chiudono, le metropolitane si affollano, i supermercati registrano affollamenti incontenibili…; Tutti insomma corrono e “fuggono” dall’abituale routine! Ma da qualche altra parte – Altrove – invero, c’è un piccolo gruppo di Amici, che calano il Corpo sfigurato e straziato di Gesù dalla Croce, per deporlo in una Sepolcro. Ultimo segno di affetto, ultimo abbraccio di quei pochi discepoli, rimasti a vegliare il Nazareno che muore! “(Tutto) ècompiuto!”
(Gv 19, 30). Dio si è reso alla devastante follia dell’uomo, di fronte alla sua indifferenza; Cio-nonostante, ha rinnovato il suo ultimo “Sì”, ad ogni uomo, pur consapevole che, ahimè, ognuno di noi, sa solo e sempre, corrispondere dei “No!” La Passione di Gesù, è un vero “duello”, tra la Paura e l’Amore. Quante volte, la paura ostacola e frena l’Annuncio, ma l’Amore è sempre più forte. In definitiva, Dio, ci sia ben chiaro, non ama la sofferenza! Dopo la grande dimostrazione di oggi, che il Padre, ama così tanto l’uomo da accettare perfino, che suo Figlio venga rifiutato e ucciso, c’è solo da capire, che Lui, ha fatto la sua scelta: Preferisce essere “rifiutato”, anziché rifiutare; Essere “condannato”, anziché condannare; Essere “ucciso”, piuttosto che uccidere…, e malgrado tutto questo, ancora oggi, sono in tanti (meglio “siamo”!) in tanti, a pensare che Dio, sia Lui, a mandare tante prove e castighi alla nostra esistenza. Questa, ahimè, è solo ingratitudine, stoltezza, e soprattutto (Nessuno, me ne voglia!), “ignoranza” umana! Il Venerdì Santo, è un giorno da cui vorremmo uscire in fretta, arrivare subito alla Domenica di Pasqua, e invece, dobbiamo pazientare, concederci più tempo per riflettere, davanti al Mistero della Croce di Cristo, e saper accogliere la sua Morte Redentrice, quale “Offerta di Amore” per tutti. La Croce, patibolo degli schiavi, manifesta tutta la (Onnipotente)
“Povertà” di Dio. Appeso ad una Croce –
È Povero della fiducia delle Folle; È Povero della riconoscenza dei tanti beneficati; È Povero di Amici, di Risultati, e Povero di tutto; sembra quasi un “fallito”. Gli hanno preso persino i vestiti: “È diventato lui stesso, maledizione per noi” (Gal 3, 13). E noi, di contro (e qui dovremmo tutti, vergognarcene), puntiamo solo alla sicurezza umana, alla carriera, all’accaparramento di onori, ricchezze, e di potere. Ma la nostra “fuga”, non può che terminare sul Calvario, perché Gesù, pur ridotto allo stremo delle forze, “tolto di mezzo”, pur “inchiodato”, ancora oggi percorre tutte le strade e i sentieri del Mondo, per raggiungerci, perché ha fatto della sua Croce, il “Trono” della sua Gloria, la vera Cattedra, da cui ci ha fatto pervenire, i suoi più grandi Insegnamenti. Almeno questa sera, riconosciamo che la nostra “fuga” da Lui è finita! Pure con le mani inchiodate, lui continua ad abbracciarci, in un gesto di infinita tenerezza. La ricerca di “ciò che era perduto”, per Lui non avrà mai fine, non si rassegna all’idea di lasciarsi “impoverire” dall’uomo! Mi chiedo: cos’altro avrebbe potuto mai inventarsi Dio, per dimostrarci il suo grande Amore. Auguro a tutti di cuore, un “fruttuoso” Venerdì Santo.

don Michele Romano

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