Commento al Vangelo di oggi

SOLO L’AMORE, PUÒ TRASFORMARCI IN “UOMINI NUOVI”!

La pagina del Vangelo di oggi (Gv 13, 31-33.36-38), segue al Tradimento di Giuda, e ci presenta Gesù, che nel suo discorso, fa capire che alla bassezza del gesto di Giuda, si contrappone la Glorificazione del Figlio e del Padre: “Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato Glorificato in lui” (v 31). È la glorificazione dell’Amore, di un Amore che solo può trasformarci in “uomini nuovi”, e che, tuttavia, si radica solo nell’umiltà! Ecco, allora, come si spiega la Conclusione. Gesù, pur sapendo che da lì a poco, sarà ingiustamente condannato a morte, ci fa Dono di un Comandamento “nuovo”: “Che ci amiamo gli uni di altri”. Certo non è l’undicesimo Comandamento, ma ne è il compendio, è il vero superamento del “Non fare…” (“Non commettere atti impuri”; “Non uccidere”; “Non rubare”; “Non desiderare”, ecc.); Ora ci viene chiesto di “Fare”, ovvero di Amare. Non più, quindi, “Legge del Taglione”, ma un Amore che trascende la vendetta, e abbraccia il perdono: “Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano…; Benedite coloro che vi maledico, pregate per coloro che vi trattano male…; Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso”
(Lc 6, 27-31). L’insegnamento biblico sull’Amore, ha conosciuto un grande cammino “pedagogico”: Dalla “Legge del Taglione”, riconosciuta come la raccolta di Leggi, più applicata nell’umanità: “Occhio per occhio, dente per dente” – Codice di Hammurabi, Re di Babilonia, 1792-1750 a.C.), siamo passati alla “Legge dell’Amore: “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Mc 12, 31). Da quì, Gesù, è Lui stesso, che si propone come modello di questo Amore: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (v 34b). Da come sapremo vivere questo Amore: “Tutti sapranno che siamo suoi discepoli” (v 35). È dall’Amore, che dobbiamo essere “riconosciuti”.
È questo che, ancor di più, renderà credibile la nostra Chiesa. Non ci riconosceranno dalle Devozioni dalle Preghiere, dai tanti Segni esteriori…; Non dalle organizzazioni umanitarie, ma solo dell’Amore, libero e concreto. Questo è il modo di mettere in pratica, la Parola di Dio: Annunciare questa “Buona Notizia”, a tutti: “Nessuno ha un amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici” (Gv 15. 13). San Paolo, arriverà a dire: “Abbiamo questo tesoro, in vasi di creta” (2Cor 4, 7): Il “Tesoro”, è la Parola di Dio, mentre noi, siamo i recipienti di “Creta”, caratterizzati, cioè, dalla fragilità! Un Tesoro che, tuttavia, non possiamo conservare solo a nostro beneficio, ma dobbiamo anche diffonderlo: “Andate dunque, e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli e insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28, 19-20). Oggi a nostra disposizione abbiamo tanti mezzi-Social da poter utilizzare, per questo grande Annuncio: Giornali, Televisione, Radio, Internet, e tutti i social nel posto di lavoro, con gli Amici, in Famiglia: “La vostra amabilità – ci ricorda San Paolo – sia nota a tutti” (Fil 4, 5). Un Amore, non certo dettato dalla simpatia o da una scelta utilitaristica,
che quando è vissuto sull’esempio di Cristo, che ha saputo immolarsi sulla Croce, per noi tutti, allora sì, che esercita un fascino irresistibile, e diventa il mezzo migliore di “attrazione” per tanti, alla Fede. Se ancora il Cristianesimo non ha raggiunto la sua espressione migliore, nonchè la sua ottima diffusione, si deve anche alla mancanza di Amore da parte di tutti noi credenti. Amare, è soffrire – recitava una vecchia canzone – ; Amore è anche sacrificio, è scendere dal Tàbor, per saper andare verso il Gòlgota, verso, cioè, la Glorificazione della Pasqua. Sarà sempre questa, la vera forza del Cristianesimo. Pertanto, auguro a tutti, un buon cammino, verso la Santa Pasqua.

don Michele Romano

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