Commento al Vangelo di oggi

LA VOCAZIONE
DI GIUSEPPE: UNICA E STRAORDINARIA !

Il racconto del Vangelo di oggi (Mt 1, 18-24), ci presenta il “Concepimento Verginale” di Maria, come un’Opera Divina, che supera ogni umana comprensione!

L’Angelo dirà a Giuseppe, riguardo a Maria, la sua sposa: “Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo” (v 20).

In questo, la Chiesa, vede il compimento della Promessa Divina, fatta per mezzo del Profeta Isaia: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio” (Is 7, 14). Quanta ricchezza di riflessione, per tutti noi in questo brano!

Intanto, vediamo come Dio, pur se noi immeritevoli, a causa del Peccato, e tutto malgrado, “propone” la sua iniziativa di Salvezza, non la “impone”! Quasi diremmo: “Ci chiede il permesso…”! E con la stessa delicatezza, chiede a noi collaborazione, offrendoci la possibilità di accogliere e di ascoltare suo Figlio Gesù.

Così è stato per Giuseppe e Maria, che con la loro disponibilità al suo progetto di salvezza, sono stati “eroici genitori” del “piccolo Redentore”.

Un altro elemento di riflessione, che mi piace evidenziare, è il “silenzio” di Giuseppe e la sua piena obbedienza al piano di Dio: “Giuseppe suo sposo, poiché era giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto (v 19).

Pensava, cioè, di tirarsi indietro per discrezione ed indegnità. L’Angelo, invece, lo incoraggia: deve essere lui a prendere Maria come sua sposa, donando poi il nome – Gesù- al figlio. In tal modo, Giuseppe, ha compiuto un gesto eroico!

Ha saputo mettere da parte il suo orgoglio ferito, per “accedere” al mistero di Dio. In questo, ha voluto che prevalesse il cuore rispetto alla Legge, che, in questi casi, prevedeva la lapidazione!

Che grande esempio, per tutti noi, di Carità eroica! Nondimeno, riscontriamo anche la grande umiltà di Maria, tant’è che ha svelato, pochissimi dettagli della nascita di Gesù.

Un evento così prodigioso, che ha cambiato il corso della storia, ed ha assicurato la salvezza al genere umano, raccontato da Luca in soli due versetti: “Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce suo figlio, primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché per loro, non c’era posto nell’alloggio” (Lc 2, 6-7).

San Girolamo, ironicamente, commenterà: “Davvero strano: “Non si è trovato uno spazio, per il Signore dello spazio!”. Maria e Giuseppe, tra l’altro, non hanno ricevuto nessuna garanzia di “immunità” dal dolore e dalla sofferenza. Infatti sono stati coinvolti nella sofferenza del “dubbio”, e nel rischio di un ripudio; hanno dovuto accogliere la nascita del figlio, in una grotta; costretti, in una frettolosa “fuga”, a riparare in Egitto. Fino a trovare Maria, ai piedi della Croce, impietrita dal dolore” -“Stabat Mater”!.

E che tutto questo, sia stato per loro, un condividere in anticipo, la Passione di Cristo? Che il grande San Giuseppe, col suo gesto di pura “giustizia”, compiuto, dicevamo, in palese disobbedienza alla Legge, ci insegni a spalancare il nostro cuore, e credere nel Dio dell’impossibile, in quel “Dio che viene”, nel suo Santo Natale, anche per incontrare ciascuno di noi.

Buon cammino di Avvento a tutti.

don Michele Romano

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