Commento al Vangelo di oggi

GESÙ, TU CHE SEI DIO, TI FAI UOMO !

Manca solo una settimana, per commemorare la Morte del Signore, ed il Vangelo di oggi (Gv 10, 31-42), ci presenta i motivi della sua condanna. Mentre Gesù annuncia con forza la Verità, ed i “Segni” e le “Opere” da Lui compiute, testimoniano che il Padre lo ha mandato, i Giudei lo giudicano quale “blasfèmo”
(Bestemmiatore!), e quindi reo, di essere “Lapidato”. Ma quello che Gesù cerca di dire, per loro, risulta incomprensibile. Il Regno Di Dio, ancora una volta, rimane occulto “ai Sapienti e ai Dotti”, mentre lo potranno comprendere ed accogliere, solo “i Piccoli”, e “i Semplici”.
L’esito finale, quindi, risultato ogni tentativo di essere accettato e compreso, sarà che Gesù morirà, per affermare la Verità su sé stesso, ed essere fedele alla sua Missione. Sarà, ancora una volta, solo il potere di Cristo Crocifisso, che ci attira tutti a sé, come quando nell’Antico Testamento, leggiamo: “Tu o Dio tenevi tesa la mano ogni giorno, a un popolo incredulo e ribelle” (Is 65, 2) Al tono violento dei Giudei, Gesù risponde con pacatezza e velata “ironia”: “Vi ho fatto vedere molte opere buone, da parte del Padre, per quale di esse volete lapidarmi?” (v 32). I Giudei replicano: “…per una bestemmia, perché tu che sei uomo, ti fai Dio” (v 33b). Gesù, allora, richiamandosi al Salmo 81, risponde che: “Se sono “chiamati dei”, coloro a cui fu rivolta la parola di Dio, quanto più è Figlio di Dio, colui che il Padre ha consacrato ed inviato nel mondo, per la salvezza di tutti?” Ma non dimentichiamo che, saranno proprio queste parole: “Sarete come dei”, a illudere anche noi, oggi, parole che il Maligno aveva già insinuato nella prima Tentazione, illudendo i nostri Progenitori, e che ancora oggi, va ripetendo, ogni volta che vuole indurci alla libertà sfrenata, mettendoci contro Dio, per poi farci sperimentare, ancora oggi, come allora, la Paura e la Nudità. Ecco perché Gesù,
vero Dio, nell’Unione Ipostàtica col Padre, invoca per noi, il Dono della Fede, perché possiamo accogliere la Luce, che promana dal suo insegnamento. Oggi, siamo noi i Testimoni e i Destinatari delle sue Opere: Lungi, quindi, da noi, scadere in una vita incoerente e piena di ipocrisia, ritenendoci inattaccabili e depositari del Bene. In tal modo, vanificheremmo, la Croce di Cristo, ma al contrario, imitiamo quei “molti”, menzionati oggi nel Vangelo (v 42), che ascoltavano con docilità i suoi insegnamenti. Vi rinnovo ogni Augurio, per un sempre più sollecito, Cammino Quaresimale.

don Michele Romano

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