Commento al Vangelo di oggi

SULLA CROCE, CONOSCERETE CHE “IO SONO”!

Gesù, oggi nel Vangelo (Gv 8, 21-30), non solo ci parla del Padre: “Le cose che ho udito da lui, le dico al mondo…” (v 26b), ma in modo mirabile, per noi credenti, si identifica pienamente con Lui: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che “IO SONO”. Ora, questo “presente indicativo” del Verbo “Essere”: “Io Sono” (in ebraico “Jahwèh” – pronunciato, pensate, più di 6000 volte nella Bibbia), è l’appellativo stesso di Dio, che proprio in tal modo, si è rivelato a Mosè, nella grande Teofanìa, sull’Òreb. E sono tante le circostanze, in cui Gesù, dirà nel Vangelo: “Io e il Padre, siamo una cosa sola…” (Gv 10, 30). Ed ancora: “Chi ha visto me, ha visto il Padre…” (Gv 14, 9b). Questo, purtroppo, sulla bocca di Gesù, per Scribi e Farisei, risuona come una “Bestemmia”
(“Blasfemìa”), che costituirà, poi, uno dei principali capi di accusa, nel Processo che sancirà la sua condanna a morte! Ma sarà proprio da quella Morte, che sgorgherà per tutti noi, la sorgente inesauribile della “Vita nuova”. Infatti, Cristo “innalzato” (Crocifisso), è il grande e definitivo “segno” di Amore del Padre, verso l’intera umanità. Le sue Braccia “aperte” sulla Croce, uniscono idealmente, il Cielo e la Terra. Fanno della Croce, il simbolo più eloquente dell’Amore, che si dispiega: Verso Dio (Nella sua “Asse Verticale” verso il Cielo!), e verso i Fratelli (Nella sua “Asse Orizzontale” verso la Terra). Questo ci dice che, solo chi ha familiarità con la Croce, con la “Sofferenza”, accolta, e soprattutto offerta, riesce a comprenderne meglio, il suo valore Redentivo! Siamo ormai prossimi alla Settimana di Passione. Rivolgiamo, pertanto, lo sguardo alla Croce, in modo sereno, grato e contemplativo, chiedendo con fiducia, anche noi a Gesù: “Tu, chi sei?” (v 25). Ed Egli ci risponderà: “IO SONO”. Una “Verità”, che Gesù dichiarerà ben 7 volte nel Vangelo:- “Io Sono, la Via, la Verità e la Vita” (Gv 14, 6); – “Io Sono, la Risurrezione e la Vita” (Gv 11, 25);- “Io Sono, il Buon Pastore” (Gv 10, 11-14); – “Io Sono, la Porta” (Gv 10, 7);- “Io Sono”, la Luce del mondo” (Gv 8, 12; 9, 5);- “Io Sono, il Pane della Vita” (Gv 6, 35-48); ed infine:-
“Io Sono, la vera Vite” (Gv 15, 1-5)…”e voi siete i Tralci”. Pertanto, solo se saremo uniti a Lui, anche se dovesse capitarci di accogliere, qualche sua “potatura”
(“Schegge” della sua Croce), che Gesù dovesse operare nella nostra vita (Solo ed unicamente per migliorarci…!), perché appunto possiamo portare più frutti…, allora sì, che conosceremo davvero, che “LUI È”, e che il Padre, ricco di misericordia, non ci lascia mai soli: È sempre con noi. Questo dovrebbe insegnarci, che quaggiù, sulla Terra, siamo tutti e solo, di “passaggio”. Impariamo, quindi, ad alzare sempre più, il nostro sguardo “in alto”: “Cercate le cose di lassù – ci raccomanda San Paolo – dove è Cristo…” (Col 3, 1). Riconoscere umilmente, i propri peccati, non e’ un segno di debolezza, giusto per commiserarci o deprimerci, ma è la grande “umiltà”, di sapersi riconoscere fragili e deboli, “ciechi”, di fronte alla Luce di Dio. E di Lui, che dobbiamo imparare ad avere “Sete”, perché in fondo, siamo tutti “menticanti di Luce!” Vi Auguro sempre, un sereno Cammino Quaresimale.

don Michele Romano

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