
“MAGNIFICAT”: IL CANTO DELLA MISERICORDIA.
Nella casa di Elisabetta e Zaccaria, oggi ascoltiamo il “Magnificat” (Lc 1, 46-56), considerato il più bel Canto della Misericordia, sgorgato dalle labbra, o meglio dal cuore, di Maria, per ispirazione dello Spirito Santo: “L’anima mia, magnifica il Signore…” (v 46).
Maria ha ricevuto la “grazia” più straordinaria: È state eletta da Dio, fra tutte le donne della Storia, per essere la Madre di quel Messia, atteso da sempre, da tutta l’Umanità.
Questo onore, unico ed eccelso, Lei lo riceve nella più assoluta semplicità e umiltà, rendendosi conto che “tutto è grazia”, che Ella è nulla, davanti all’immensità della potenza e della grandezza di Dio, che in lei “ha compiuto meraviglie” (v 49).
Che grande lezione di vita, per tutti noi, figli di Adamo, ed eredi di una natura umana, profondamente
segnata da quel Peccato Originale, di cui ogni giorno, accusiamo le gravose conseguenze.
E pensare che da sempre, Dio, così come ha fatto nella Creazione, che dal nulla creò tutto, continua ancora oggi (e così sarà per sempre!), a trarre dalle piccole cose, da tutto ciò che è misero e disprezzato…tutto ciò che è prezioso, beato e vivente.
Proprio in tal modo, riduce “a niente”, tutto cio’ che è orgoglio e superbia, posizioni di onore e ricchezze di questo mondo. Dio guarda solo ” verso il basso”, non verso l’alto: “Benedetto sei tu, che penetri con lo sguardo gli abissi…” (Dn 3, 55).
Così, si esprime anche il Salmo 137: “In alto sta il Signore, ma si prende cura dei piccoli, da lontano riconosce il superbo”. Ecco perché, quanto più uno si trova “in basso”, tanto meglio Egli lo vede. Ma i nostri occhi, tante volte, rifuggono dal guardare “in basso” (Vivere, cioè, da “umili e semplici”), dove c’è povertà, bisogno, sofferenza, anzi c’è quasi una gara, per avere una vita sempre più comoda ed agiata, ad ambire a traguardi di dominio sugli altri e manie di grandezze: “C’è gente così superba e sicura di sé, che guarda gli altri dall’alto verso il basso!” (Pr 30, 13).
Solo Dio sa “vedere” chi si trova nel dolore più profondo e nell’afflizione, ed è vicino a tutti coloro che si sentono. “scartati e scansati”, tuttavia: “Egli resiste ai superbi, ma da’ grazia agli umili” (1Pt 5, 5b). È da questo abisso di mistero e sofferenza, che salgono a Dio, in questo mistero del Santo Natale, tutto l’Amore e la Lode che la Madonna, ispirata dallo Spirito Santo, innalza oggi a Lui, quel meraviglioso Cantico del “Magnificat”.
Siamo ormai, agli ultimi giorni del Tempo di Avvento, un Tempo per tutti, di conversione e di purificazione.
Chiedamo, pertanto, a Maria, che sia lei a insegnarci il cammino migliore, per raggiungere con la sua stessa fiducia ed umiltà, la “Grotta di Betlemme!”
Auguri sempre di cuore, per un Buon cammino d’Avvento.
don Michele Romano
