
Dal 2 al 6 marzo i vescovi della Calabria hanno vissuto ad Ariccia, presso la Casa Divin Maestro, gli esercizi spirituali annuali della Conferenza episcopale calabra. Il ritiro è stato preceduto, nella mattinata del 2 marzo, dall’udienza con il Santo Padre: un incontro semplice e intenso che ha consegnato ai presuli calabresi il senso di una comunione più ampia con la Chiesa universale e ha aperto spiritualmente questi giorni di raccoglimento.
Dopo quell’incontro, i vescovi si sono immersi nel ritmo discreto degli esercizi: il silenzio che custodisce la preghiera, la liturgia condivisa, il tempo disteso dell’ascolto. In quei giorni la Parola di Dio è stata spezzata e meditata attraverso la predicazione dell’abate Luca Fallica SDB, che ha scelto come guida il piccolo ma densissimo libro del profeta Giona.
La figura di Giona ha accompagnato il cammino spirituale dei vescovi come uno specchio nel quale riconoscere qualcosa della propria esperienza di fede e di ministero. È il profeta chiamato da Dio ma attraversato da resistenze, paure e tentazioni di fuga. La sua vicenda si è rivelata una grande parabola capace di mettere a nudo il cuore umano e di raccontare, allo stesso tempo, la pazienza di Dio che non si stanca di educare, correggere e ricondurre i suoi figli alla missione ricevuta.
Nel racconto biblico è emerso soprattutto il volto sorprendente della misericordia divina. Giona è inviato a Ninive, città straniera e nemica, e proprio lì Dio manifesta il suo desiderio di salvezza per tutti. È una pagina che invita a lasciarsi spiazzare dal modo di agire di Dio, più grande delle nostre attese e delle nostre categorie, e che chiede anzitutto la conversione del profeta stesso, chiamato a cambiare il proprio sguardo su Dio e sugli uomini.
Gli esercizi spirituali si sono così rivelati un tempo prezioso di raccoglimento e discernimento. Nel silenzio e nella preghiera condivisa, la Parola è risuonata con particolare intensità, offrendo ai vescovi uno spazio per rileggere il proprio ministero alla luce del Vangelo
Come accade a Giona, anche per ogni pastore il cammino della fede e del ministero rimane sempre un cammino di conversione. Per questo gli esercizi spirituali non sono una pausa dalla missione, ma una sorgente da cui la missione può continuamente rinascere con più verità e libertà: perché solo un cuore raggiunto e rinnovato dalla misericordia di Dio può annunciare con credibilità il Vangelo nelle comunità affidate alla cura dei pastori.
Nel corso di queste giornate di spiritualità, il 4 marzo, i vescovi calabresi si sono inoltre uniti spiritualmente a tutti gli episcopati d’Europa in un momento di preghiera per invocare il dono della pace, raccogliendo l’invito a vivere una comunione di intercessione per i popoli segnati dalla guerra e dalla violenza
I l valore di questi giorni e dei contenuti meditati non riguarda soltanto i pastori della Chiesa. Il cammino spirituale evocato dalla figura di Giona — con le sue resistenze, le sue fughe e la paziente misericordia di Dio — parla in realtà a ogni credente. È un invito rivolto a ciascun cristiano a ritrovare spazi di silenzio, di ascolto della Parola e di conversione del cuore, perché la vita di fede possa continuamente rinnovarsi alla luce del Vangelo.
