Cariati si è raccolta questa mattina, 6 novembre 2026, attorno all’altare per celebrare la solennità di San Leonardo, Patrono della città e compatrono della Diocesi di Rossano-Cariati. La solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo, ha visto la partecipazione dei sacerdoti, delle religiose, delle autorità civili, militari e scolastiche, insieme a numerosi fedeli, uniti nella preghiera e nella devozione al Santo Patrono.
Una celebrazione particolarmente significativa per la comunità cittadina e per l’intera Chiesa diocesana, occasione per rinnovare la fede, riscoprire le proprie radici spirituali e affidare all’intercessione di San Leonardo il cammino della città e delle comunità parrocchiali.
Nel rivolgere il suo saluto ai presenti, l’Arcivescovo ha espresso particolare attenzione alle autorità istituzionali, sottolineando il valore di una collaborazione autentica tra le istituzioni civili e la comunità ecclesiale, nel comune servizio al bene della persona e della società.
Un saluto speciale è stato rivolto ai sacerdoti, con un particolare pensiero a don Georg, don Onofrio e don Francesco, ai quali sono state affidate insieme le comunità parrocchiali di San Michele, San Cataldo e Cristo Re, insieme a don Angelo parroco di santa Maria delle Grazie e don Giuseppe parroco della vicina Terravecchia e alle religiose. Un momento di accoglienza e di comunione ecclesiale che ha segnato anche l’inizio di un nuovo cammino pastorale per le comunità interessate.
L’Arcivescovo ha inoltre ricordato che questa è la prima celebrazione della festa patronale dopo la proclamazione a Venerabile, da parte di Papa Leone XIV, di don Alessandro Vitetti, sacerdote della Chiesa diocesana, sottolineando così un ulteriore motivo di gratitudine e di gioia per tutta la comunità ecclesiale.
Al centro dell’omelia, il richiamo alla testimonianza spirituale e umana di San Leonardo, presentato non soltanto come una figura legata alla storia e alla tradizione religiosa della città, ma come un autentico testimone del Vangelo, capace di tradurre la fede in gesti concreti di carità, giustizia e solidarietà.
«La vera grandezza dell’uomo non consiste nel potere, nella ricchezza o nel prestigio, ma nella capacità di amare e di farsi prossimo a chi soffre», ha ricordato l’Arcivescovo, richiamando l’attenzione del Santo verso i poveri, i prigionieri, gli ultimi e gli emarginati.
A partire dalle letture bibliche della liturgia, l’omelia si è sviluppata attorno a tre indicazioni fondamentali per il cammino cristiano: cercare la Sapienza di Dio, imitare Cristo e rimanere uniti a Lui per portare frutti di bene.
Commentando la prima lettura dal libro dei Proverbi, l’Arcivescovo ha evidenziato la necessità di lasciarsi guidare dalla Sapienza divina, che aiuta a distinguere il bene dal male, a compiere scelte giuste e a riconoscere la dignità di ogni persona. In un tempo segnato da incertezze e contraddizioni, la testimonianza di San Leonardo invita a tradurre la fede in attenzione concreta verso chi vive situazioni di sofferenza e di fragilità.
«Una città diventa veramente grande non soltanto per la sua storia, per le sue bellezze e per le sue tradizioni, ma soprattutto quando sa custodire la dignità delle persone, prendersi cura dei più fragili e costruire relazioni fondate sul rispetto, sulla solidarietà e sulla fraternità».
Il secondo passaggio dell’omelia, ispirato alla Lettera di San Paolo ai Filippesi, ha posto al centro l’imitazione di Cristo come dimensione essenziale della vita cristiana. La santità, ha spiegato l’Arcivescovo, non consiste necessariamente nel compiere gesti straordinari, ma nel vivere con straordinaria fedeltà le esigenze ordinarie del Vangelo.
La testimonianza di San Leonardo diventa così un invito a superare divisioni, egoismi, rivalità e chiusure, per contribuire alla costruzione di una città più giusta, solidale e accogliente, nella quale nessuno si senta dimenticato e il bene comune prevalga sugli interessi individuali.
Particolarmente significativo il richiamo al Vangelo di Giovanni e all’immagine della vite e dei tralci: «Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla».
L’Arcivescovo ha sottolineato che la vita cristiana non può fermarsi alle tradizioni e alle manifestazioni esteriori, ma deve nutrirsi di una relazione viva con il Signore attraverso la preghiera, la Parola e l’Eucaristia. Solo dall’unione con Cristo, infatti, nasce la capacità di amare, perdonare e servire i fratelli.
Da qui l’invito rivolto alla Chiesa diocesana e alla città di Cariati a rafforzare la comunione ecclesiale, superando ogni divisione e valorizzando i doni e la corresponsabilità di ciascuno.
«Siamo chiamati a rimanere uniti a Cristo, ma anche a rimanere uniti tra noi», ha affermato, indicando nella centralità di Cristo, nella vita fraterna e nella corresponsabilità le condizioni per rendere le comunità cristiane sempre più vive e feconde.
Una comunità ecclesiale, ha evidenziato, è autenticamente feconda quando risponde alla chiamata a rimanere uniti a Cristo, ma anche a rimanere uniti tra noi “Cristo al Centro”. Una comunità cristiana è veramente feconda quando sa superare le divisioni, “puntare sulla vita fraterna”, quando valorizza i doni di ciascuno, “dare impulso alla corresponsabilità”, quando cammina insieme e quando si fa carico delle necessità di tutti, “verificare l’adeguatezza delle strutture”.
In questa prospettiva, la festa patronale non deve esaurirsi nella manifestazione pubblica della devozione, ma diventare occasione per rafforzare i vincoli della comunione, rinnovare il senso di appartenenza alla Chiesa particolare e promuovere una comunità accogliente e missionaria.
San Leonardo continua a parlare alla città di Cariati e alla Chiesa diocesana attraverso la sua testimonianza di carità e di servizio. La sua festa non è soltanto memoria di una tradizione religiosa, ma occasione per rinnovare l’impegno a essere una Chiesa sempre più unita, una comunità sempre più fraterna e una città sempre più attenta agli ultimi e al bene comune.
Al termine della Santa Messa, l’Arcivescovo ha dato inizio alla tradizionale processione con il simulacro del Santo Patrono, che ha attraversato le vie del centro storico di Cariati, raggiungendo successivamente la Marina. Qui la statua passando per la parrocchia di Cristo Re ha sostato nella Parrocchia di Santa Maria delle Grazie, dove i fedeli hanno potuto raccogliersi in preghiera. Nel pomeriggio, il simulacro di San Leonardo ha fatto ritorno nella Chiesa Concattedrale, accolto dal suono delle campane e dalla devozione dei cittadini.

