
DIO NON LODA LA DISONESTÀ, MA INVITA ALLA “SCALTREZZA”
Il Vangelo di oggi (Lc 16, 1-8), narrandoci la “Parabola dell’Amministratore disonesto”, ci riferisce di un episodio dai risvolti sorprendenti, se non apparentemente paradossali. Infatti, il testo del Vangelo, dice che: “Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza” (v 8a). Qui, certamente, non siamo di fronte ad un elogio alla frode, o all’essere ingiusti nelle relazioni tra noi e con Dio. Quel che Gesù vuole insegnarci, è l’abilità che dobbiamo avere nel districarci, nelle vicende di questo mondo, dove è sempre richiesto, un maggior impegno, ai “figli della Luce” per aderire al Regno di Dio: “Infatti, i figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce” (v 8b). Purtroppo, i tempi non sono cambiati, anche oggi, come al tempo di Gesù, constatiamo sempre: Corruzione, arricchimenti illeciti, falsificazione di documenti, ecc., e allora dobbiamo chiederci:
I nostri interessi, riguardano davvero, il Regno di Dio e la sua Giustizia? Sappiamo far valere tutta la nostra “astuzia”, mettendo in campo la nostra intelligenza, per farlo crescere? In definitiva, chiediamoci: Ma quali interessi coltiviamo davvero? O pensiamo con la nostra mediocrità, di riuscirci ad “ingannare” persino Dio? Gesù ce lo ripete: “Lì dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore” (Mt 6, 21). Ma cosa costituisce “Tesoro”, nella nostra vita? Ogni giorno siamo combattuti nel fare una scelta: tra Onestà ed ingiustizia, Fedeltà ed
infedeltà, tra Bene e male…! Dobbiamo deciderci, non possiamo restare “inermi” nella nostra mediocrità e falsità. Dobbiamo saper essere intraprendentinel bene, tirare fuori la “santa astuzia” dei figli della Luce, imparare da quest’uomo disonesto del racconto Evangelico, sapendo prendere decisioni, alla luce della meta, che ognuno di noi si prefigge! La chiamata al “rendiconto”, si sa, è la Morte! Occorre quindi capire, che ogni nostro bene – E la vita “in primis”- sono un grande Dono di Dio, da condividere con i Fratelli. Pertanto, non “vivachiamo” alla giornata, ma sforziamoci di operare con determinazione e coraggio. Sempre con lo sguardo proteso al futuro, per essere trovati “pronti” in vista del rendiconto finale. Non possiamo correre il rischio di comportarci come l’amministratore ladro, che fa dipendere la sua vita da ciò che ha, mentre quello fedele e saggio, da ciò che dà. Il grande Paul Claudel, diceva: “La prua della nostra nave, è la conoscenza, che ci dirige verso l’eternità!” Ecco, allora, che l’intelligenza ci insegna a non fermarci di fronte alle immancabili difficoltà, ma a guardare sempre avanti, anche con il buon uso dei beni terreni: “Procuratevi amici con la iniqua ricchezza” (v 9). Sarà proprio questa attenzione ai “Segni dello Spirito”, ad attivare la nostra creatività, favorendo quella “scaltrezza”, a cui ci richiama Gesù, che, se arricchita della Sapienza cristiana, e sostenuta sempre da un’intelligenza aperta alla Fede, farà di ognuno di noi, un “candidato” al Regno di Dio. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
