Papa Leone XIV ha dichiarato Venerabile il servo di Dio Alessandro Vitetti

 

Il 24 ottobre c.a., durante l’udienza concessa al Prefetto delle Cause dei Santi, il cardinale Marcello Semeraro, Papa Leone XIV ha firmato il decreto che riconosce l’eroicità delle virtù del servo di Dio Alessandro Vitetti, presbitero dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati.

La nostra comunità diocesana rende grazie al Signore per il dono di don Alessandro, per la sua testimonianza di fede e di carità. La sua esistenza terrena è stata segnata da eventi storici e sociali difficili che gli hanno permesso di attuare le beatitudini del Vangelo. Questa data è una conferma del cielo della sua santità perché ci riporta al giorno del suo battesimo avvenuto il 24 ottobre del 1915. Don Alessandro nacque a Cirò (Kr) il 12 ottobre del 1915 da Antonio Vitetti e Emilia Pignatari. Ultimo di 5 figli, ricevette i sani principi umani e religiosi dalla famiglia.

L’esperienza parrocchiale e gli incontri di catechesi ai giovani segnò il cuore di tanti coetanei tanto da sentirsi spronati alla preghiera e al discernimento vocazionale. Il parroco don Nicodemo Palmieri, molto stimato dal popolo, intravide nel giovane Alessandro i germi della vocazione e lo accompagnò nel discernimento al sacerdozio. Ogni sua attività fu preceduta dalla preghiera e ogni sua azione era il segno che don Alessandro viveva sempre alla presenza di Dio.

L’attenzione ai poveri era la risposta di quanto amò il Signore, che lo spinse verso quanti vivevano situazioni difficili di povertà materiale e morale. Non sentì la fatica e la distanza nel raggiungere le periferie della diocesi e di altre regioni, purché si desse onore alla persona, rivestendola di dignità. Ebbe un senso altissimo del sacerdozio che espresse già nei suoi scritti come il proposito di diventare santo, e donarsi senza trattenere nulla per sé stesso come fece Cristo fino alla croce. Venne ordinato nella chiesa del Pontificio Seminario teologico San Pio X di Catanzaro il 16 giugno 1940.

Certo di quanto gli chiedeva Cristo visse il ministero sacerdotale con decoro e sobrietà. Ebbe un alto senso della sua vocazione, dono da custodire nella fedeltà alla celebrazione eucaristica preceduta da un’attenta preparazione e un ringraziamento nel sostare dopo davanti al tabernacolo, tanto che i presenti avvertivano nella persona di don Alessandro la presenza del Signore. Il dono della parola fu lo strumento così da penetrare nel cuore di tanti figli spirituali, penitenti e gente che incontrava nella quotidianità. Le note della sua spiritualità furono l’Eucaristia e la Madonna tanto far innamorare le anime da lui dirette. Esercitò la carità di padre non solo con i bisognosi, ma con tanti che avevano bisogno di essere perdonati da Dio. Erano tanti i penitenti che attendevano al confessionale per riconciliarsi. Il suo sacerdozio era decorato dalle virtù evangeliche, tanto che la gente lo paragonava a San Francesco d’Assisi per lo spirito di povertà. Infatti nulla trattene per sé. Questa povertà lo rendeva pronto all’obbedienza come la voce diretta di Dio, per cui si sottoponeva alla volontà del vescovo.

La purezza della sua castità conferiva un carattere sacro ai rapporti con i figli spirituali, sacerdoti e religiose che si affidavano alla sua guida, tanto da farlo apparire simile a un angelo. Don Alessandro seppe vivere i doni dell’umiltà nella sua persona che lo distingueva tanto tra i sacerdoti e la gente. Si distinse sempre per la grande capacità di accogliere con letizia quanti si presentarono a lui. Le virtù vissute pienamente da don Alessandro in modo straordinario lo configurarono Cristo sulla croce. La sua lunga sofferenza lo rese un’offerta donata solo per amore di Cristo. Certi che interceda dal cielo per la Chiesa, la nostra diocesi di Rossano-Cariati esulta di gioia per la santità di don Alessandro e spera di vederlo presto innalzato alla gloria degli altari.

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