Fede, colori e tradizione a Corigliano-Rossano: successo per la sesta edizione del Cammino Diocesano delle Confraternite

Nove confraternite diocesane riunite nel Centro Storico di Corigliano tra momenti di formazione, preghiera e fraternità. L’Arcivescovo Mons. Maurizio Aloise traccia le linee guida: «La più bella processione è portare il Vangelo nelle strade della vita». Appuntamento al prossimo anno a Rossano.

CORIGLIANO-ROSSANO – È stata una domenica all’insegna della fede, della comunione e dei colori quella vissuta il 18 ottobre nel Centro Storico di Corigliano. In occasione della sesta edizione del Cammino Diocesano delle Confraternite, le strade della città si sono tinte dei molteplici colori degli abiti tradizionali appartenenti alle nove confraternite del territorio diocesano, radunate per una giornata intensa di incontro, preghiera e approfondimento spirituale.

Il programma, fitto ed emozionante, ha preso il via alle ore 08.30 presso la Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo con l’accoglienza, i saluti e le iscrizioni dei partecipanti. Alle 09.30 s’è aperta la conferenza introduttiva con l’intervento del Sig. Giuseppe Calarota, segretario diocesano dell’Ufficio delle Confraternite, seguito dai saluti istituzionali ed ecclesiali di don Nicola Alessio, delegato Arcivescovile per le Confraternite della Diocesi, dell’Assessore Francesco Madeo in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Corigliano-Rossano, e dell’Avv. Franco Oranges a nome delle sei confraternite ospitanti.

Un momento centrale della mattinata è stato guidato da Sua Ecc. Mons. Arturo Aiello, Vescovo di Avellino e Assistente Ecclesiastico della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia. La sua catechesi, intitolata «La pietà popolare e la missione evangelizzatrice delle confraternite», ha tracciato con chiarezza i criteri essenziali di ecclesialità affinché una confraternita si possa definire autenticamente cristiana:
L’Annuncio, come elemento costitutivo di formazione e accoglienza del Vangelo; La Celebrazione, come incontro vivo e reale con Cristo; La Testimonianza, come annuncio credibile ed efficace nel quotidiano.

Al termine della catechesi, l’Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati, Mons. Maurizio Aloise, ha dato ufficialmente l’avvio al Cammino procedendo in corteo verso la Parrocchia di Sant’Antonio. L’arrivo è stato seguito dalla Santa Messa presieduta da Mons. Arturo Aiello e concelebrata da Mons. Maurizio Aloise, da don Nicola Alessio e da don Fiorenzo De Simone, parroco del Centro Storico di Corigliano, che ha rivolto ai presenti un caloroso saluto di benvenuto.

A conclusione della celebrazione liturgica si è svolta la consegna degli attestati di partecipazione a tutte e nove le confraternite, seguita dalla foto ricordo di rito. Nell’occasione è stato dato l’annuncio ufficiale del raduno del prossimo anno, che si terrà a Rossano. La mattinata si è poi conclusa con un piacevole e fraternizzante momento conviviale.

A coronamento della giornata, l’Arcivescovo Maurizio Aloise ha rivolto a confratelli, consorelle e sacerdoti le sue conclusioni, invitando tutti a raccogliere i frutti del Cammino per trasformarli in impegni concreti e richiamando il documento post-sinodale della Chiesa italiana «Radicati e costruiti in Cristo».
«Non siamo chiamati soltanto a custodire una tradizione, ma a custodire e trasmettere la fede che ha generato quella tradizione», ha sottolineato Mons. Aloise, indicando quattro priorità per il rinnovamento della vita confraternale:
1.⁠ ⁠Riportare al centro il dono della fede: Far nascere ogni iniziativa dall’incontro vivo con il Signore Risorto, affinché le tradizioni non rimangano semplice memoria religiosa ma strada verso il Vangelo.
2.⁠ ⁠Costruire comunità autenticamente fraterne: Superare personalismi, rivalità e divisioni interne. La pietà popolare dev’essere capace di generare comunione, solidarietà e attenzione verso i bisognosi.
3.⁠ ⁠Promuovere la corresponsabilità di tutti: Vivere ogni incarico come servizio e non come privilegio, in stretta collaborazione con le parrocchie e gli organismi diocesani.
4.⁠ ⁠Rinnovare ciò che non serve più all’annuncio: Verificare con sincerità strutture e consuetudini per evitare che le tradizioni sfocino in abitudini vuote o esteriorismi.

«Le nostre tradizioni non sono chiamate semplicemente a conservarsi, ma a generare frutti nuovi di fede, fraternità e carità», ha concluso l’Arcivescovo. «La nostra missione non termina quando si conclude una processione o si spengono le luci di una festa: è proprio allora che comincia la testimonianza più importante nella vita quotidiana. La più bella processione che una confraternita possa compiere è quella di una comunità che, camminando insieme dietro a Cristo, porta il Vangelo nelle strade della vita».

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