Commento al Vangelo di oggi

A CHIUNQUE FU DATO MOLTO, MOLTO SARÀ CHIESTO.

Anche nel Vangelo di oggi (Lc 12, 39-48), viene ribadita la necessità della “Vigilanza”. Occorre saper attendere il Signore: “Anche voi tenetevi pronti perché nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo” (v 40). Attendere con lo stesso impegno, che si richiede per prevenire un furto: Il ladro, infatti, non manda preavvisi (v 39). Anche a noi, che abbiamo responsabilità nelle nostre Comunità, si prospetta una doppia possibilità: O svolgiamo un servizio fedele e intelligente, assicurando il necessario sostentamento ai fratelli e, soprattutto, mai lasciar mancare il Pane: Sia della Parola, che dell’Eucarestia
(Perché noi siamo loro “servi”, non “padroni”): Oppure: Scadere in un comportamento irresponsabile o dispotico. (Addossandoci, poi, le pene più severe, riservate agli infedeli-v 46b) “Cominciando a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e ubriacarsi” (v 45). Il Tempo presente – Ovvero la nostra vita, qui sulla terra – conosciuto quale “Tempo del merito”, ci dichiara responsabili, perché gravido di eternità! Infatti, è sulla Terra, che conquistiamo (o meno!) il Cielo. Chi fa dipendere la sua vita, dai beni di questo mondo, considera la morte come un ladro! Chi invece, attende il Signore, come lo fu per San Francesco d’Assisi: “Tanto il bene che mi aspetto – diceva – che ogni pena mi è diletto”, ebbene, da buon Cristiano, considera la Morte, come la sua “ultima Pasqua”, il passaggio necessario, per entrare nel Regno di Dio, proprio come l’incontro desiderato con lo Sposo. L’amministratore fedele e saggio della Parabola, è colui che comprende accoglie la volontà di Dio, mettendola in pratica! La sua ricompensa, è avere in Dono, tutto quanto appartiene a Dio, cioè Dio stesso! Questo è l’anelito verso la Vita eterna: scoprire la potenzialità che il Signore ci ha donato, per conseguire questa “eredità”! Sono i preziosi “Talenti”, di cui ci ha parlato Gesù stesso (Mt 25, 15), qualità che dobbiamo “far crescere e fruttificare”, nel corso della nostra esistenza, sapendo corrispondere ai tanti Beni, che abbiamo ricevuto. Su questa terra, ci sia ben chiaro, non siamo dei “possidenti”, ma solo amministratori di beni non propri, perché tutto ciò che noi si è, o si ha, tutto è Dono di Dio, non nostra proprietà privata, ed in quanto Dono, tale deve rimanere! Gesù, ancora una volta, ci esorta a farci “servi”. Anche se questa parola, ha avuto sempre un’accezione negativa, Cristo l’ha riscattata, ha affermato che Lui stesso è “venuto per servire e non per essere servito” (Gv 13, 12-14).. Don Tonino Bello, direbbe che: ” Chi non vive per servire, non serve per vivere!” Siamo chiamati a svolgere questo compito, “servendo” tutti i nostri fratelli, senza distinzione etnica, razziale e/o religiosa! Insomma, senza frontiere, secondo l’intento di Gesù: “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati” (1Tm 2,4a). Non importa se ci riscopriamo fragili e peccatori più degli altri, perché l’umile riconoscenza, nasce dall’essere consapevoli, che non siamo niente senza Dio, ma è Lui che ci rende forti, fedeli e generosi, nell’attesa gioiosa della sua venuta! Invochiamo, pertanto, lo Spirito Santo, che ci aiuti a rifuggire dal bieco tentativo, di affermare noi stessi, o di avvizzirci in balìa delle nostre personali aspirazioni e gratificazioni, che ci rendono solo “servi” del nostro ego, e stolti “idolatri” di noi stessi. Che sia per tutti, una serena e Santa giornata.

Don Michele Romano

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