“ACCOSTATI A QUEL CARRO” la missione come obbedienza allo Spirito.

Ritiro spirituale dei sacerdoti

Ieri 15 ottobre 2026, presso la parrocchia Maria Madre della Chiesa, Area Urbana Rossano Scalo, l’Arcivescovo e i sacerdoti si sono ritrovati per il ritiro spirituale mensile che, in ottobre, è dedicato alla riflessione sulla dimensione missionaria della Chiesa.

Dopo la preghiera dell’Ora Terza, l’Arcivescovo ha salutato tutti i presenti, in particolare i due accoliti Francesco Garbato e Silvio Graziano, che il 31 ottobre saranno ordinati diaconi. Ha poi ringraziato don Bartolo Puca, che ha tenuto la meditazione sul tema “Accostati a quel carro (At 8). La missione come obbedienza allo Spirito”.

Don Enzo Malizia, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Missionaria, ha presentato don Bartolo, presbitero della Diocesi di Aversa che, oltre a essere padre spirituale del Seminario di Posillipo, in alcuni periodi dell’anno, vive una esperienza missionaria a Cuba.

Don Puca, dopo aver salutato tutti e ringraziato l’Arcivescovo per l’invito a tenere la meditazione e a guidare la Veglia Missionaria, ha raccontato la sua esperienza che ogni anno, insieme al Gesuita padre Massino Merola, lo vede impegnato ad accompagnare giovani di tutta Italia i quali, dopo un cammino di preparazione, si recano nell’isola di Cuba per svolgere tre attività: un corso di italiano per giovani e adulti, un servizio di carità a persone con disabilità, vissuto insieme alle suore di San Vincenzo, catechesi e incontri formazione con ragazzi e giovani in un quartiere della Capitale di Cuba, dove c’è assenza di operatori pastorali e le diocesi sono enormi e con pochi sacerdoti. Per cui si registra un grande bisogno di animazione missionaria. Don Bartolo, quindi, ogni anno vive, durante l’estate, un mese mezzo a Cuba, dove ritorna per qualche settimana a febbraio. La sua missione, oltre agli aiuti concreti, si concentra sulla formazione degli operatori pastorali.

La meditazione che don Bartolo ci ha proposto è stata illuminata dalla figura di Filippo, di cui si parla nel cap. 8 degli Atti degli Apostoli.

Una premessa: il cap. 8 di At è centrale per capire la “corsa” della Parola di Dio che oltrepassa i confini di Gerusalemme. Filippo non è colui che compare nell’elenco dei Dodici Apostoli, ma uno dei sette uomini scelti per il servizio delle mense. Nel cap. 8 diventa evangelizzatore. L’autore del libro degli Atti è Luca, che ha scritto anche uno dei Vangeli. Tra i due libri sacri c’è una continuità: la Parola, che è Gesù, si diffonde, attraverso la missione degli Apostoli, fino agli estremi confini della terra.

In At 8,26 è contenuta la premessa della missione. Essa nasce in un contesto di persecuzione. Questo conferma che, se Dio può parlarci in ogni momento della nostra vita, lo fa soprattutto quando vorremmo dire la parola: “fine”. Perciò, quelli che erano stati dispersi e cacciati, diventano evangelizzatori. Inizia la Diaspora, cioè la dispersione. Ma, quello che viene disperso, può diventare seme fecondo per diffondere il Vangelo. Anche per noi può avvenire che la nostra missione nasca in una situazione di difficoltà e di fallimento. Nel tempo della prova, è proprio lì che può arrivare l’invito del Signore a spalancare il nostro cuore alle sorprese del suo amore.

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