VICINANZA AI LAVORATORI. IL MESSAGGIO DI MONS. ALOISE “NON SIETE SOLI”, E L’INTERVENTO DEI VESCOVI DELLA CALABRIA

L’arcivescovo Maurizio esprime la propria piena vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori, agli imprenditori e alle loro famiglie, a quanti in questo tempo stanno affrontando difficoltà e crescenti incertezze.
Nel rilanciare il messaggio della Commissione Regionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della Conferenza Episcopale Calabra, il Vescovo richiama l’importanza di custodire, insieme, il lavoro, la dignità della persona e la coesione delle comunità.
La fatica di chi lavora, di chi rischia ogni giorno per la propria attività e di chi teme per il futuro della propria famiglia non può lasciare indifferenti. Il Vescovo assicura la sua vicinanza e la sua preghiera, auspicando risposte concrete e tempestive da parte di tutti i soggetti responsabili.
Custodire il lavoro significa custodire la persona. E nessuno deve sentirsi solo davanti alla propria fatica.

DI SEGUITO IL TESTO DELLA NOTA DEI VESCOVI CALABRESI

I Vescovi della Calabria, coadiuvati dalla Commissione Regionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della Conferenza Episcopale Calabra esprimono vicinanza alle lavoratrici, ai lavoratori, agli imprenditori e alle famiglie che stanno affrontando una fase di particolare difficoltà.

Da giorni le proteste attraversano la Calabria, con presìdi e mobilitazioni che coinvolgono agricoltori, allevatori, autotrasportatori, pescatori, forestali e operatori di altri comparti produttivi. Le mobilitazioni esprimono difficoltà generate dall’aumento dei costi di carburanti, energia e materie prime, insieme ad altre problematiche che interessano i diversi settori. Le iniziative hanno interessato numerosi territori della regione: dal Cosentino e dalla Sibaritide al Crotonese, dal Catanzarese e dal Lametino al Vibonese, fino alla Piana di Gioia Tauro e a Rosarno, nel Reggino.

L’aumento dei costi, la difficoltà di programmare il futuro delle attività, l’incertezza sul lavoro e sul reddito incidono direttamente sulla vita delle persone e delle famiglie. Dietro ogni impresa che fatica, ogni attività che rischia di fermarsi, ogni lavoratore che guarda con preoccupazione ai mesi che verranno, vi sono storie, responsabilità, investimenti, sacrifici e comunità che rischiano di diventare più fragili.

I vescovi sentono il dovere di stare accanto alle persone che lavorano e di ascoltare con attenzione le loro preoccupazioni.

Il Magistero sociale della Chiesa sempre ricorda che il lavoro non è una semplice variabile economica: riguarda la dignità della persona, la possibilità di sostenere una famiglia, progettare il futuro e partecipare pienamente alla vita della comunità.

Per questo i Vescovi fanno appello alle istituzioni, a ogni livello, perché continuino e accelerino la ricerca di risposte efficaci, capaci di raggiungere concretamente chi sta sostenendo il peso maggiore di questa fase. La complessità dei problemi richiede ascolto, confronto e rapidità, ma anche la capacità di costruire soluzioni che non si limitino all’emergenza e sappiano restituire prospettiva e fiducia.

La Chiesa calabrese vuole offrire il proprio contributo attraverso la disponibilità all’ascolto, la vicinanza alle persone e la promozione di spazi di confronto nei quali istituzioni, rappresentanze del mondo del lavoro e della produzione, comunità e territori possano cercare insieme proposte e percorsi possibili.

Nessuno dovrebbe essere lasciato solo davanti alla paura di perdere il proprio lavoro, la propria attività o la possibilità di garantire serenità alla propria famiglia.

È questa la responsabilità che oggi ci interpella tutti: custodire il lavoro significa custodire la persona, la dignità, la coesione delle comunità e la possibilità di costruire futuro.

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