
“AMA IL PROSSIMO TUO…”, CHE È TE STESSO!
La meravigliosa Parabola del “Buon Samaritano”, del Vangelo di oggi (Lc 10, 25-37), contiene la domanda più importante, che ciascun Cristiano dovrebbe porsi: “Che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?” La risposta di Gesù è chiara: Vivi nell’Amore verso Dio e verso il Prossimo! Una risposta sintesi, che unisce i due più grandi Comandamenti Vetestamentari: Dt 6, 5 – “L’Amore verso Dio” – (“Shemà Ìsrael”); e Lev 19, 18 – “L’Amore verso il Prossimo”! Ma il Dottore della Legge, vistosi, per così dire, “spiazzato” dalla risposta di Gesù, come a volersi giustificare, formulò la seconda domanda: “E chi è il mio prossimo?” (v 29b). Il “Prossimo” (Ovvero”: Il più vicino a te…, il riflesso di te stesso!), è chiunque ha bisogno del tuo aiuto, senza badare a differenze razziali, di religione o di cultura. Mentre nella Parabola, viene riprovata la durezza di cuore, dei due rappresentanti “qualificati” della religione giudaica: il Sacerdote e il Levìta, che “pur avendo visto…, passarono oltre” (vv 31- 32), viene lodata, invece, l’opera di misericordia del Samaritano, che: “Vide (il malcapitato) e ne ebbe compassione” (v 33)- in greco, viene usato il verbo: “Splagchnizesthai”- che vuol dire: commuoversi, fin dalle viscere!), che pur sapendolo suo “nemico”, si lascia guidare dalla voce del cuore, piuttosto che dai pregiudizi, e lo soccorre, offrendogli tutto il suo aiuto. Un noto proverbio, racchiude questa “Sapienza, Cristiana”: “Fare agli altri quello che vorresti venisse fatto a te”, come a dire: “Ama il prossimo tuo…, che è te stesso”. Del resto, è ciò che ha fatto Gesù, da “Buon Samaritano” nei nostri confronti: Ha lasciato la “Gloria di Dio” (“Non ritenne un privilegio l’essere come Dio”- Fil 2, 6); È sceso in mezzo a noi (“Il Verbo si è fatto carne”- Gv 1, 14); Ci risana dalle nostre ferite (Causate dal peccato); Si fa nostro compagno di viaggio, e ci affida alla Chiesa (“Nuova Locanda!), dove: Nella Parola e nei Sacramenti, oggi possiamo trovare guarigione da ogni ferita, e Salvezza. Non è da trascurare, anche un particolare interessante della Parabola, quando viene precisato che: “Per caso…”(v 31), il Sacerdote e il Levìta (I “puritani” della Legge che, sicuramente, erano di rientro da qualche servizio liturgico, prestato nel Tempio, che sappiamo durava una settimana, ed erano preoccupati per la paura di contaminarsi, al solo toccare il sangue delle ferite del malcapitato, in quella strada tanto pericolosa, che da Gerusalemme conduce a Gèrico – 1000 mt di dislivello, nel giro di 27 km, un paesaggio desertico e pietroso, dove era facile trovarsi vittima di briganti…!), essi, “lo videro e passarono oltre”. Al contrario, il Samaritano (Il “nemico”, odiato e disprezzato dai giudei!), attenti: “Che era in viaggio…, (v 33), ovvero, non passava di lì “per caso”…, come loro due, ma aveva certamente, un progetto da realizzare quel giorno, e tuttavia, è stato capace di rinunciarvi, per farsi “prossimo” del poveretto, incappato nei briganti: “Si prese cura di lui” (v 34c). Un gran bell’esempio di Amore, che “spiazza” gli interlocutori di Gesù. Altra importante considerazione, merita la figura del Locandiere. In realtà, questo Personaggio, “operativo”, di cui non abbiamo alcuna parola, e di cui non viene precisato neanche il nome (Potrebbe, quindi, essere anche Icòna di ciascuno di noi), pur restando nell’anonimato, svolge la maggior parte del lavoro! Questo vale anche per noi. Solo se ci lasceremo guarire, dalle mani compassionevoli di Gesù, “Buon Samaritano” del mondo, che sana le ferite dell’umanità, con il “vino” della Nuova Alleanza, e “l’olio” della Grazia, diventeremo anche noi, una Chiesa “Samaritana”, chiamata a “Testimoniare” con umiltà e passione, la bellezza dell’unico Amore, che solo può riempire il nostro cuore! Solo lasciando cadere le maschere dei nostri “ruoli ufficiali” nella Chiesa, le nostre paure di non apparire a sufficienza, nel desiderio di predominio sugli altri…, ecco, una Chiesa che abbatte tutte queste barriere, e si lascia guidare dallo Spirito Profetico di Cristo, che nella sua Croce, ha saputo unire: Nell’Asse verticale – l’Amore a Dio – e nell’Asse orizzontale – l’Amore ai Fratelli – allora sì, che sarà una Chiesa “credibile”, preoccupata solo degli ultimi e dei malcapitati: “Và e anche tu fà così – (v 37), divenendo in tal modo, trasparenza del Volto Misericordioso del Padre! Auguro a tutti, di cuore, una serena e Santa giornata.
Don Michele Romano
