
LA GIOIA DEI “SEMPLICI”, È LA GIOIA DI DIO.
Il Brano Evangelico di oggi (Lc 10, 17-24), ci narra la conclusione dalla Missione dei 72 discepoli, che ritornano da Gesù, “pieni di gioia”, dopo aver annunciato la Parola del Maestro, prima del suo passaggio nei Villaggi, suscitatando stupore, liberando i cuori dalla paura e dalla tenebra! Gesù, “gioisce” con i suoi, e lo fa anche oggi, con ciascuno di noi, soprattutto quando, anche noi, riusciamo a comprendere di essere chiamati a rendere Testimonianza, nella semplicità, perché ciascuno di noi rimane sempre, la gioia di Dio. E così che si prepara a nascere la Chiesa – la Comunità di coloro che, trasformati dalla Parola di Dio, preparano la strada alla venuta e all’accoglienza del Maestro, vivendo momenti di Comunione di Speranza, in cui – sottolinea
Paolo Curtaz – i serpenti della divisione e gli scorpioni dell’egoismo, vengono sconfitti dalla nuova Fraternità. Gesù sa bene, quanto i discepoli hanno realizzato (E pensare che non vengono riportate, neanche le eventuali fatiche provate!) ed accoglie il loro entusiasmo, ma nello stesso tempo allarga i loro orizzonti. C’è un altro motivo di cui rallegrarsi, che non dipende dalle nostre azioni, ma dal fatto di essere sempre conosciuti e amati dal Signore, nella consapevolezza che “i nostri nomi sono scritti nei cieli” (v 20b), e che nessun male, potrà mai rubarci questo Amore. A tal proposito, Gesù rincara la dose: “Vedevo Satana cadere dal cielo, come una folgore” (v 18). Satana rimane sempre quell’Angelo ribelle, che è stato cacciato dalla presenza del Signore, e con questo suo dire Gesù, vuol farci capire, che mentre i discepoli operavano e lavoravano per Lui, intende confermare spiritualmente la sconfitta di Satana, e che nessuna potenza del Male, potrà recare loro danno, ed è questo il vero motivo per cui gioire! Tuttavia, Gesù, porta i discepoli a riflettere su un motivo ancora più grande, per cui Festeggiare ed Esultare: Anche per il “modus operandi” di Dio: Pensare alla nostra Salvezza, e riflettere sul fatto che i nostri nomi sono scritti nel Libro della Vita, in maniera indelebile, e che nessun peccato potrà mai cancellare! In quello stesso momento, “Gesù esulta nello Spirito e loda il Padre” (vv 21-22), perché la Rivelazione del Regno, non risponde a logiche umane o di potere, ma viene donata ai piccoli, ai “semplici”, in definitiva, a chi ha un cuore umile e recettivo. Alla fine del Brano, rivolgendosi in modo particolare ai discepoli, Gesù li definisce “Beati” (v 3a), perché “vedono e odono ciò che molti profeti e re del passato, hanno desiderato sperimentare, senza poterlo fare” (v 24). Vivere l’incontro col Signore, significa entrare nel tempo definitivo della Salvezza, dove la sua Grazia supera di gran lunga, ogni successo straordinario o carisma! Con questi sentimenti di gioia e consolazione nel cuore, Auguro a tutti, di trascorrere una serena e Santa giornata. Don Michele Romano
