
ONORIAMO I NOSTRI ANGELI “CUSTODI”.
Oggi la Chiesa, celebra la Festa dei Santi Angeli Custodi. Certo che esistono gli Angeli, a nostra custodia, eccome! Nel Vangelo di oggi (Mt 18, 1-5.10), Gesù li identifica con i “piccoli”, i Bambini, che come Angeli “vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli” (v 10). Esistono, e ci sono messi accanto, per proteggerci, per aiutarci, e stimolarci nella Fede. È bello pensare agli “Angeli Custodi”, come a Spiriti con personaltà diverse, preposti alla nostra salvaguardia, ma purtroppo restano accomunati da un problema di fondo. Il più delle volte, ahimè, restano disoccupati, non solo, perché non rivolgiamo mai loro una parola, una Preghiera (Come ad esempio: “L’Angelo di Dio”!), ma non ci passa per la testa, neppure di prestare loro attenzione. Si racconta, che ad un giovane sopravvissuto a un grave incidente, il giorno dopo, il Parroco, facendogli visita, gli disse (Con una punta simpatica di Ironia!): “Ho saputo che da ieri, dopo l’incidente, il tuo Angelo Custode, è ricoverato in Ospedale, in prognosi riservata!” Gli Angeli sono nostri Amici e Custodi, ci sono stati dati dal Signore, per camminare sulle strade del mondo, con maggiore sicurezza. Anche se non riusciamo a comprendere questo mistero, ciò non vuol dire che essi non esistono. Sarebbe come impoverire la Scrittura. Oggi, a Gesù, i discepoli pongono una domanda: “Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?” (v 1). Gesù, più che una risposta diretta, compie un gesto simbolico, che va a sconvolgere tutto le loro prospettive arrivistiche: “Chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità io vi dico: se non vi convertirete, e non divenderete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (v 3). Il Bambino accolto, si rivela essere: Gesù in persona: “Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me” (v 5). È solo allorquando ci scopriremo poveri e piccoli, davanti a Dio, che comprenderemo questa grande Verità: “Chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli” (v 4). Questo non significa ritornare “fisicamente” bambini (Non scadiamo nel fraintendimento di Nicodèmo – Gv 3, 4-7), o scadere nell’infantilismo, ma mettersi davanti a Dio proprio come fa un Bambino di fronte a suo Padre, e percepire che il Signore ci chiama a crescere e diventare ciò che dobbiamo veramente essere: Dei “piccoli”, dei “poveri”, ma soprattutto dei “beati” (v 3), che tutto aspettano dalla sua Grazia. Ma se è Gesù stesso a identificarsi col “piccolo”, chi di noi può avere la pretesa di sentirsi ancora “grande?” Ecco perché nelle nostre Comunità Cristiane, non serve darsi da fare, per “Salire”, o affermarsi nel Protagonismo: Non serve rincorrere sogni di grandezza, ma occorre soltanto farsi piccoli e servizievoli, perché più noi ci svuotiamo, più Dio ci riempie di Sé e della sua Grazia. Anche perché l’unità di misura del Cristiano, non sarà mai la Potenza, ma l’Umiltà. Purtroppo, anche nella Chiesa di Dio, non sempre si vive la “Fedeltà” a questa parola del Vangelo, ecco perché a un certo punto, San Giacomo scrive: “Fratelli miei, non mescolate a favoritismi personali, la vostra fede nel signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria…, non fate in voi stessi preferenze…, non abbiate a disprezzare il povero” (Gc 2, 1-5). Un simile comportamento, provoca, poi, il forte richiamo di Gesù: “Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli” (v 10a). Tramite i propri “Angeli”, che vedono sempre il volto di Dio (Chiamati nella Tradizione Giudaica: “Angeli del Volto”, e sono quelli di primo grado, incaricati di compiti speciali, in ordine alla protezione degli eletti – cfr il Testo Apocrifo del I secolo a.C., di Enoch 40, 1-10) – ebbene, essi, i “piccoli”, possono far giungere a Dio, i torti e le ingiustizie che ricevono! Ecco perché, chi tocca i suoi “piccoli”, tocca Dio stesso. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.
Don Michele Romano
