Commento al Vangelo di oggi

DIO NON DISDEGNA DI ABITARE, LA NOSTRA FRAGILITÀ UMANA !

Questi pochi versetti, del Vangelo di oggi (Lc 9, 43b-45), ci proiettano nella dimensione più alta dell’Amore di Dio, verso noi tutti. Nella logica della Croce, Dio condivide la nostra sorte di poveri peccatori, non disdegna di abitare la nostra fragilità umana, assume il grido di dolore di una umanità, che spesso lo ignora (arrivando a disprezzarlo!), preferendo rimanere nelle sue categorie mentali. Dio, paradossalmente, ha rinunciato alle sue prerogative, si è abbassato (“Kènosi!”), fino a “lavare i piedi”, di persone che da lì a poco, lo venderanno per miseri 30 denari (Giuda), lo rinnegheranno, per paura di fare la sua stessa fine (Pietro), e lo abbandoneranno in preda al panico e alla vergogna. Gesù ne è consapevole (Tutti…, abbandonandolo, fuggirono” – Mt 26, 56), ma sarà proprio nel mistero della sua Pasqua, nella sua Morte e Risurrezione, che rivelerà tutta la Potenza Salvifica, di questa sua “Consegna”. Quanti nel corso della Storia, si saranno posti questa domanda: “Ma come è possibile accettare l’idea di un Dio, che muore in Croce? Un Dio che comunica la pienezza della sua Rivelazione, nel segno (Incredibile!) della sua Pasqua, facendo della Croce, l’anello di congiunzione tra il Cielo e la Terra (Asse Verticale), e fra l’uomo e i suoi Fratelli (Asse Orizzontale)?
In tanti, si saranno chiesto: Che Religione sarà mai questa? Tuttavia, se è vero – come è vero – che “Soffrire, è Amare”, anch’io oggi, abbracciando la Croce, condivido un “nuovo” cammino di Sequela, inaugurato da Cristo, non più fondato sui nostri momenti di gloria o facili successi, sulle nostre umane capacità, che, spesso, risultano essere ostative al cammino di Fede, o, peggio, inseguendo sogni di esaltazione personale, arrivando a scadere nella ben nota “sindrome dell’esclusiva e del privilegio”, vantando tante volte, i “diritti di “primogenitura”, in stridente contrasto con le scelte di Dio, che vedremo più avanti (vv 48-49), predilige la semplicità e la purezza di cuore dei Bambini. Cristiani (Ovvero: Veri “Seguaci di Cristo”), lo saremo solo nell’accettazione della nostra povertà personale, delle nostre debolezze, dei nostri limiti e fragilità, riconoscendo l’immensità e la grandezza dell’Amore di Dio, che ci ha amati ed è morto per noi, senza che ne avessimo alcun merito! Sarà in quel giorno, che anche noi, sulla strega di sant’Agostino, verseremo lacrime di gioia, esclamando: “Tardi ti ho amato, mio Dio!” Perciò, oggi, Signore, perdonaci, e accoglici nell’abbraccio della tua Misericordia! Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.

Don Michele Romano

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