
PER IL SIGNORE, NON ESISTE “PRIMO” E “ULTIMO”!
La Parabola Evangelica di questa XXV Domenica del T.O. – Anno A – (Mt 20, 1-16), detta dei “Lavoratori della Vigna” (o del “Padrone Generoso”), si trova soltanto nel Vangelo secondo Matteo, e parla di un Padrone, che a tutte le ore del giorno, non si stanca di assoldare Operai, che vadano a lavorare nella sua Vigna! È una metàfora, dalle tante radici bibliche! Già Israele è paragonato ad un Vigneto, di cui Dio si prendere cura (Is 5, 1-7; Sal 80; Ez 15, 1-8); Gli stessi Profeti, che in vari contesti, ne hanno denunciato l’infedeltà; Allo stesso modo, i Sinottici usano questa immagine, nella Parabola dei “Vignaioli omicidi”; Ed infine, l’Apocalisse, la usa in riferimento all’annuncio del Giudizio finale (Ap 14, 17-20). Il contesto storico della Parabola, fa riferimento ad una situazione comune, ai tempi di Gesù: Quando c’era molto bisogno di lavorare nelle Vigne, tutti coloro che erano disoccupati, si recavano di buon mattino in piazza, per essere assunti a lavorare. Il primo ingaggio, avveniva all’alba, intorno alle 6 del mattino! Protagonista assoluto della Parabola, è il Padrone (Dio!), che si reca al mattino presto in piazza, per assumere braccianti per una giornata di lavoro. Tratta brevemente con alcuni di loro sulla paga, e si è accorda per un Denaro. E così quelli, vanno a lavorare nella Vigna! Ma il Padrone, vedendo tanti altri disoccupati, e conoscendo le esigenze della Vigna, anche nelle ore successive della giornata: Verso le nove, a mezzogiorno, verso le tre e le cinque del pomeriggio, chiama anche loro a lavorare nella sua Vigna, senza, però, pattuire una paga precisa, ma dicendo loro: “Quello che è giusto ve lo darò” (v 4 b). Alla sera, il Padrone dice al suo Fattore, di cominciare a pagare gli operai, iniziando da quelli delle cinque del pomeriggio. Anch’essi ricevettero un denaro intero, pur avendo lavorato un’ora soltanto. La cosa è stata notata con meraviglia da tutti, ma ancor di più dagli operai del primo mattino, che così, speravano di ricevere una retribuzione maggiore. Ma anch’essi ricevettero solo il Denaro pattuito. Al loro mormorìo, il Padrone rispose: “…Tu sei invidioso perché io sono buono?” (vv 13 -15). Questo ci dimostra, che in Dio, coesistono: la Giustizia e la Misericordia! Certo, è comprensibile che si rimanga imbarazzati, diremmo anche noi, di fronte a questa palese (umana!!!) “ingiustizia”
(Oggi, da noi, tutto questo, avrebbe scatenato la reazione di tutti i Sindacati…!), ma l’intento dell’Evangelista, è intenzionale, ovvero: Nel Regno di Dio, tutti quelli che accetteranno di “lavorarvi”, non importa da quando hanno cominciato, saranno tutti “primi”, riceveranno cioè, “il massimo” in Dono: il Regno di Dio in pienezza (a tutti sarà dato un denaro “intero”, non una parte!) Anche oggi purtroppo, nel nostro mondo (E nondimeno, ahimè, anche tante volte, nella stessa Chiesa), i primi destinatari di questa grande Verità, benché “scomodante”, sono proprio coloro che pensano di avere meriti particolari, che si sentono migliori degli altri, invidiosi se altri ricevono dei doni, fino a “protestare” con Dio, semplicemente perché “Egli è Buono”. Dobbiamo sempre ricordarci, che “Tutto è Grazia”, tutto è Dono di Dio, noi non abbiamo alcun merito, perché la Salvezza, è iniziativa esclusiva di Dio! È Lui, infatti, che nella Parabola, non manda mica il suo Fattore, è sempre Lui che va in piazza, e non una volta, abbiamo visto, ma più volte, a cercare le persone più disparate: Povere, senza speranza, bisognose di lavorare, per dare da mangiare alle loro Famiglie. Notiamo anche, nella Parabola, come gli Operai (non della prima ora), ma delle altre ore, si siano fidati interamente del Padrone, senza stipula di contratto alcuno. Andarono a lavorare per “Fede” (“Fidandosi” di Lui). Erano certamente bisognosi…, ed è bastata loro la Parola del Padrone, che avrebbe dato loro “la giusta paga!” Non dimentichiamolo mai: Dio è sempre alla ricerca della “pecora perduta” (Lc 15). Infine, non passi inosservato il versetto 8a: “Quando fu sera…! Espressione che ci rimanda alla fine del mondo, ed al Giudizio finale. “Venuta la sera…, ovvero: Ormai è tardi, non c’è più alcuna possibilità di lavorare nella Vigna del Signore. Così, nel giorno del Giudizio, coloro che credono di meritare “Lode” da Dio, saranno “ultimi”, coloro invece, che credono di non meritare nulla, ma si fidano di Cristo e della sua Bontà saranno i “primi”. Pertanto, Signore, concedici di lavorare sempre e con gioia, ogni giorno, nella tua Vigna. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa Domenica.
Don Michele Romano
