Commento al Vangelo di oggi

DALLA “CATTEDRA” DELLA CROCE: LA PIÙ GRANDE “LEZIONE” DI VITA.

Nella Festa che celebriamo oggi: L’Esaltazione della Santa Croce (Gv 3, 13-17), la Chiesa vuole invitarci ad accogliere questa, che è una vera “Lezione di Sapienza Divina”: “La CROCE: Follia e Scandalo per il mondo, ma grido d’Amore e Seme di Gloria, per ciascuno di noi. La Croce, è il Supplizio, che manifesta tutto l’Amore di Dio per l’Umanità, dove l’apparente impressione di “impotenza”, manifesta tutta la sua misericordia, e il “silenzio” che la circonda, è il suo linguaggio più eloquente. Pertanto, non possiamo distogliere il nostro sguardo dalla Croce: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno traffitto” (Gv 19, 37), perché è su quel “Legno”, che Dio ha “inchiodato” i nostri peccati, i nostri fallimenti, le nostre vulnerabilità, è lì, in fondo, che ha “impresso” il suo Vangelo. L’eterno “paradosso” della Croce, dovrebbe ridimensionare tutti i nostri criteri di valutazione, che come Chiesa e come Cristiani, facciamo in merito ai nostri trionfalismi pastorali, legati ai tanti aneliti di successo e gratifica personale, che inseguiamo a discapito di quella grande “Lezione” di vita, che Gesù ci ha consegnato dal “Trono” della sua vera Regalità, e dalla “Cattedra” di quella Croce, che se abbracciata ogni giorno, non potrà che portarci solo gioia “soprannaturale”. Il Signore Gesù, abbracciando la Croce, ha preso su di sé, il peccato del mondo e ci ha lasciato una consegna: “Chi non prende la propria croce non mi segue, non e’ degno di me (Mt 10, 38). Lui, la Croce, l’ha portata “tutta intera”! Ma sul Calvario, al momento della sua morte, è come se quella Croce fosse “esplosa”, frantumandosi in miliardi di “schegge”, che hanno poi colpito gli uomini e le donne di ogni tempo e di ogni luogo! E anche se l’opera di Satana, è sempre quella di farci rifuggire dalla Croce, attraendoci con i suoi “idoli”: Vanità, Soldi, Affetti umani, ecc., noi oggi, in modo particolare, vogliamo guardare a Maria, Colei che ha condiviso fino in fondo, fin sotto la
Croce, la Passione di suo Figlio, perché, quale Madre, donataci proprio da Gesù sul Calvario: “Figlio, ecco tua Madre” (Gv 19, 26-27),
possa sostenerci nel portare la “nostra scheggia” di Croce, certi che alla nostra morte, consegnando ciascuno di noi, la propria “scheggia”, quella Croce si ricomporrà “Gloriosa”, donando a tutti, pienezza di Vita. Auguri, perché possiate trascorrere una serena e Santa giornata. Don Michele Romano

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