Una giornata che ha unito la gita al pellegrinaggio, un vero “gitaggio” sulle orme di santi così vicini a noi, santi del “paese accanto” che hanno fatto della loro vita una vera offerta d’amore, vivendo in pienezza la fede, la speranza e la carità, segnando la terra di Calabria con il loro esempio e le loro virtù eroiche.
A Bisignano e ad Acri, i paesi in cui hanno vissuto, si respira ancora un’aria di santità, lo spirito del vangelo che hanno saputo incarnare e vivere attenti ai bisogni e alle necessità del loro tempo. I luoghi che hanno attraversato parlano di loro attraverso il racconto di chi ne custodisce, oggi, la memoria, gli oggetti sacri, le loro storie, i loro prodigi… raccolti in un museo o in una umile stanzetta, in una cappellina o in una maestosa basilica.
Un grazie riconoscente va a padre Francesco Alfieri, attento e profondo narratore della vita di sant’Umile da Bisignano, a sr. Antonella, Piccola operaia dei Sacri Cuori che ha aperto le porte della sua comunità alla nostra comitiva per il pranzo etnico in condivisione, raccontando con passione la vita e la storia dei protagonisti della fondazione della loro Congregazione, e a Fra Giovanbattista, ofmCapp, che illustrando la vita di Sant’Angelo d’Acri ha coronato la giornata apertasi con l’immagine del Crocifisso contemplato da Sant’Umile e conclusasi con la Madonna della Pietà, o come veniva chiamata dal Santo Acrese, la “Madonna dei bisogni”.
Quanta ricchezza di particolari, quanti esempi di vita evangelica, quanti spunti per vivere la santità nel quotidiano: dalla “zappetta” consumata di Fra Umile, al bisturi maneggiato dalle Piccole operaie, al pulpito divenuto luogo di annuncio e di conversione per lo stesso sant’Angelo, prima ancora che per coloro a cui si dirigeva con le sue omelie quaresimali.
“Ciò che avviene, conviene” – diceva alle sue suore il Beato Francesco Maria Greco, e ciò che questa giornata ci ha riservato è stato sicuramente “conveniente”, utile e appropriato per ciascuna di noi, oggi; una parola che accanto al messaggio del perdono senza calcoli del Vangelo della liturgia oggi, ci ha permesso di vivere all’insegna della fraternità e della gioia ricordandoci ancora una volta come ci ha esortato l’arcivescovo nella sua omelia a non permettere che il male ricevuto continui a governare la nostra vita, il perdono ci porta in alto, ci ricorda che siamo fatti a immagine di Dio, siamo fatti per la libertà, per la santità che rende possibile una vita nuova.
La vita di questi santi, nostri vicini di casa, sia per tutte noi così, forza e luce, all’inizio di un nuovo anno pastorale, scolastico o di lavoro, e la loro testimonianza ci aiuti a santificarci, giorno dopo giorno, attraverso gli strumenti che le nostre mani utilizzano, le strade che i nostri piedi calpestano e i pensieri che il nostro cuore e la nostra mente generano. Buon cammino di santità a tutte.
