Commento al Vangelo di oggi

“ECCO LA VERGINE CONCEPIRÀ E DARÀ ALLA LUCE UN FIGLIO!”

Il primo versetto del Brano Evangelico di oggi (Mt 1, 1-6.18-23), non solo è il titolo della Genealogia di Gesù, ma potrebbe essere, contemporaneamente, anche il titolo di tutto il Vangelo. La Celebrazione odierna, “onora” la Natività della Beata Vergine Maria, nata per essere la Madre di Dio. Del resto, è questo il motivo per cui di Maria (oltre che di San Giovanni Battista, e di Gesù!), non si festeggia unicamente la “Nascita” al Cielo, come avviene normalmente, per gli altri Santi, ma anche la “Nascita” in questo mondo! Oggi, è il giorno in cui Dio, comincia a realizzare il suo eterno piano di Salvezza: “Era necessario che si costruisse la casa – diceva in un Sermone, San Pierdamiani – prima che il Re scendesse ad abitarla!” In questo giorno “Luminoso” di Maria, prende inizio il più grande dei misteri: Il Creatore, che nascerà da una creatura! In Maria, quella “Parola”, sinora “solo udibile”, in tutto l’Antico Testamento, ora si è fatta “Carne”, cioè “visibile”, perché: “Nulla è impossibile a Dio”. Maria ci mostra, come l’opera di Dio si inserisce nella storia umana, e che Lui attua, nel segreto di ogni giorno. Nell’elenco di questa Genealogia, possiamo anche sottolineare (ancora una volta!), la serietà di Dio, che pure nel compito di realizzare le sue Promesse, non disdegna di annoverare fra i tanti, anche due Donne: “Ruth”, una straniera; E Ràcab, una prostituta, quali antenati del Salvatore! Quanto delicata ed importante, sei stata Maria, nella “Scelta” di Dio, fino al punto da “attirare” la Sua attenzione e diventare la Madre di suo Figlio: Il Dio- con-noi, per la Salvezza dell’Umanità: “Ecco la vergine darà alla luce un figlio che sarà chiamato Emmanuele (v 23). La Genealogia, che mette in evidenza la continuità, tra la storia di Israele e la missione di Gesù, ci prepara poi a comprendere il Vangelo, secondo il quale, la Chiesa, fondata da Gesù (Mt 16, 18), è il nuovo Israele di Dio, erede di tutte le Promesse. Notiamo anche, come al versetto 16, questa struttura dell’Albero Genealogico, si “spezza” bruscamente! Infatti, leggiamo: “Giacobbe generò Giuseppe…, e poi avrebbe dovuto continuare: “Giuseppe generò Gesù! Invece, specifica: “Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato
Gesù, chiamato Cristo”. Il verbo, in greco, è espresso in forma passiva: “Fu generato”
(“Eghènnethe), ed esprime l’azione di Dio, meglio esplicitata nel brano seguente: “Il bambino che è “generato” in lei, viene dallo Spirito Santo” (v 20b). Invece, nel versetto 17, Matteo, attribuisce una grande importanza al numero “14”, perché questo numero, è dato dalla somma delle tre lettere dell’Alfabeto Ebraico, che formano il nome di Davide: “Dalet (4)- Waw (6)- Dalet (4). Si vuole così sottolineare, l’idea Teologica che la cifra di Davide-14- moltiplicata per 3 (Cifra simbolica che esprime la realtà dell’uomo nel suo essere, e nella sua continuità!), esprime la continuità, non solo di Davide, ma anche la continuità della sua discendenza. Nel prosieguo delle Generazioni, viene presentato anche il ruolo e la missione di Giuseppe, chiamato alla stregua di Abramo: “Uomo giusto”
(v 9), certo, non secondo la Legge Ebraica, che autorizzava a ripudiare la propria moglie, esponendola a rischio di lapidazione, in caso di adulterio, ma secondo la Fede, che chiede a Giuseppe di accogliere Maria, riconoscendo in Lei, l’Opera di Dio e del suo Santo Spirito. Giuseppe, è l’uomo giusto, perché
misericordoso, come Dio è Misericordioso: “Prese con sé la sua Sposa” (Mt 1, 24). Grazie alla presenza di Giuseppe, che era “della stirpe di Davide”, nella Genealogia, Gesù, concepito miracolosamente, Lui diversamente, non sarebbe stato riconosciuto anche, quale “figlio di Davide, ovvero Cristo Signore. Anche noi, insieme, oggi, vogliamo ringraziare Maria e Giuseppe, che hanno mirabilmente collaborato, nella loro semplicità e umiltà, alla realizzazione del grande Progetto di Dio, per la salvezza di tutti noi. Per questo esprimiamo loro, un sentito e riconoscente “Grazie!” Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.

Don Michele Romano

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