IV Raduno diocesano degli animatori NON ABBIATE PAURA”: IL GRAZIE AGLI ANIMATORI

“ oltre 300 giovani, una sola luce: festa, fede e coraggio al iv raduno degli animatori ”

Si è svolto il 4 e 5 settembre 2026, presso l’Acqua Park Odissea 2000 e al Lido Zeus, il IV Raduno diocesano degli animatori, promosso dal servizio di Pastorale Giovanile-Vocazionale-studenti-aggregazioni laicali e presieduto dall’Arcivescovo.

La mattina del 5 settembre al gruppo di quasi cento giovani che hanno aspettato l’alba sul lido si sono aggiunti gli altri animatori delle parrocchie. La giornata ha visto l’arrivo di oltre 300 animatori, accompagnati dai parroci delle numerose parrocchie coinvolte nel cammino diocesano.

Dopo l’accoglienza animata dalla Pastorale Giovanile, la giornata è stata aperta dalla preghiera, ancora una volta centrata sul tema della GMG di Seul: «Non abbiate paura, io ho vinto il mondo».
Nella sua riflessione, l’Arcivescovo ha voluto innanzitutto rivolgere ai giovani un sentito “grazie” per il loro servizio.

Partendo dal Vangelo di Giovanni – «Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!» – ha ricordato che il coraggio cristiano non consiste nell’essere forti o invincibili, ma nel lasciarsi accompagnare da Cristo.

«Il coraggio cristiano – ha spiegato – non nasce dalla forza di volontà, ma dalla fiducia». Gesù, infatti, non dice «voi avete vinto il mondo», ma «io ho vinto il mondo»: una vittoria già compiuta attraverso la croce, la sofferenza, la solitudine e la morte, trasformate dalla forza dell’amore.
Un messaggio particolarmente rivolto agli animatori, che spesso possono sentirsi inadeguati davanti alle responsabilità del servizio.

«Non dobbiamo chiederci soltanto: “Sono abbastanza bravo per fare l’animatore?”. Dobbiamo chiederci: “Mi fido abbastanza di Gesù da lasciarmi accompagnare da Lui?”».
L’animatore cristiano, ha ricordato l’Arcivescovo, non è una persona perfetta, ma una persona vera che si lascia accompagnare da Gesù e prova, a sua volta, ad accompagnare qualcun altro.
Ai giovani è stato chiesto di essere capaci di accoglienza, ascolto e attenzione, soprattutto verso chi rimane indietro e verso chi vive situazioni di solitudine.

«I ragazzi che incontreremo non hanno bisogno di animatori perfetti. Hanno bisogno di persone vere, capaci di accoglierli, di ascoltarli, di guardarli negli occhi e di far sentire loro che hanno un posto».
Il Crocifisso: uno sguardo che invita a non avere paura.

Nel corso della riflessione, l’Arcivescovo ha richiamato anche l’immagine del Crocifisso che accompagna il cammino diocesano, soffermandosi sullo sguardo di Cristo e sulle sue braccia spalancate.

Non un Cristo sconfitto, ma il Cristo che, dalla croce, continua a guardare l’uomo con uno sguardo vivo e accogliente.
«È come se dalla croce ci dicesse ancora oggi: “Non avere paura. Io sono qui”».

Un’immagine che è diventata anche una consegna per il servizio degli animatori: avere gli occhi aperti sulle persone affidate loro, accorgersi di chi rimane indietro, tendere le braccia verso chi si sente solo e accogliere chi fa più fatica.

La frase «Da solo non ce la faccio, ma non sono solo» ha sintetizzato il cuore della riflessione.
E proprio agli animatori l’Arcivescovo ha affidato una missione: «Ricevere il coraggio da Gesù e diventare, per qualcun altro, un motivo per non avere paura».
Una giornata di festa come segno di gratitudine

Dopo i momenti di preghiera e riflessione, il raduno ha lasciato spazio alla gioia e alla festa.
Le piscine, gli scivoli e gli spazi dell’Acqua Park Odissea 2000 sono diventati il luogo di una giornata vissuta nella semplicità e nella fraternità. Il divertimento e i giochi d’acqua sono stati pensati anche come un concreto segno di ringraziamento ai giovani animatori, per il dono del loro tempo, delle loro energie e della loro disponibilità nelle parrocchie.

Un modo per dire loro che il servizio svolto durante il Grest e nelle diverse attività pastorali non è scontato, ma rappresenta un dono prezioso per le comunità e per i ragazzi che vengono loro affidati.

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