
IL FIGLIO DELL’UOMO È “SIGNORE DEL SABATO”.
Per meglio comprendere l’ennesima diatrìba, tra Gesù e i Farisei, quella che ci viene presentata nel brano Evangelico di oggi (Lc 6, 1-5), occorre richiamare quanto prescriveva la norma di Dt 23, 26: “Se passi tra la messe del tuo prossimo, potrai coglierne le spighe con la mano…, senza ricorrere all’uso della falce”. Secondo questa norma, gli Ebrei poveri, quando erano affamati, potevano raccogliere le spighe dai campi, tutti i giorni della settimana, forché il Sabato. Chiunque trasgrediva questa norma, la prima volta era chiamato ad offrire un sacrificio espiatorio. Se il Sabato veniva ancora “profanato”, nonostante la precedente ammonizione, era prevista la pena di morte, mediante la
Lapidazione. In modo sottile, in questo caso, i Farisei, si rivolgono ai discepoli, ma alludendo a Gesù: “Perché fate in giorno di Sabato, quello che non è lecito?” (v 2). Gesù giustifica l’operato dei suoi discepoli, (quasi, diremmo noi oggi, restituendo loro “pan per focaccia!”), citando un brano biblico analogo: “Il Sacerdote diede a Davide, che stava fuggendo dalla vendetta di Saul, il “pane sacro” del Tempio, perché non c’era altro pane, che quello dell’offerta”
(1Sam 21, 7). I Pani dell’offerta, in numero di 12, uno per ogni Tribù di Israele, rimanevano su un tavolo nel Tempio, per la durata di una settimana come offerta a
Dio. Nessuno poteva mangiarli, se non i soli Sacerdoti, alla fine del loro turno settimanale. Davide, però, e i suoi compagni, li mangiarono perché erano affamati, e non c’era altro pane a disposizione. Ma nessuno, ha mai biasimato Davide: nè la Scrittura, né i Dottori della Legge, perché la necessità “scusa” in questo caso, la trasgressione della Legge: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato” (Mc 2, 27). Quindi, anche i discepoli di Gesù, non trasgrediscono la Legge, perché motivati dalla fame! È vero, ci sono le norme, certo, ma sono al servizio delle persone e della verità. Eccezioni comprese, tant’è che i
benpensanti Farisei, dovranno anche rassegnarsi, nel vedere il Rabbì, guarire gli infermi anche di Sabato (Mc 3, 4). Gesù, tuttavia, non si lascia travolgere dal puro legalismo! Certo, il sacro giorno dello “Shabbàt” biblico, va rispettato, ma con intelligenza e sincerità di cuore, come ancora oggi sanno fare –
ad esempio – gli ebrei “praticanti”, che al Sabato spengono il Cellulare e il Televisore, per stare in Famiglia e intessere relazioni. Anche noi Cristiani, che viviamo il nostro sabato – “Giorno di Riposo” – alla Domenica, giorno del Memoriale della Risurrezione di Cristo, non solo per “ricordarci” di santificare questo giorno, ovvero, di rapportarci col Santo, che è Dio (come da Lui indicato nel terzo Comandamento), ma anche per ricordarci, che Lui ci ha creati liberi, e ci ha reso anche suoi figli, nel Santo Battesimo. Il Cristiano maturo, rifugge pertanto, ogni sterile legalismo, vivendo in una logica di vera libertà, evitando, così, la pericolosa deriva, di una religiosità che si impantana, in una vuota ritualità. Siamo liberi, allora? Certo, ma non dalle regole: Siamo liberi di amare, in una regola di vita, che sa andare al cuore, di ogni gesto che viviamo! Ecco, allora, il vero senso dell’espressione: “Il sabato è stato fatto per l’uomo”: Non solo perché l’uomo in questo giorno, potesse riposare da ogni attività lavorativa, ma anche perché potesse dare Gloria a Dio! Con la frase conclusiva del Vangelo: “Il Figlio dell’uomo è signore del sabato”, Gesù vuol dirci, che sta annunciando un altro Sabato, che sta dando, cioè, compimento alla Legge antica: Sta proclamando la vera Libertà, vincolata solo dall’Amore (“Ama e fa ciò che vuoi”, diceva Sant’Agostino!), che ci pone dinanzi a Dio, con la dignità di figli, non più come servi o schiavi. Il “nuovo” Sabato, sarà il Suo giorno, il giorno della sua Risurrezione: La nostra Domenica, appunto: la nostra Pasqua settimanale! Auguro di cuore a tutti, una serena e Santa giornata.
Don Michele Romano
