Diario dal Brasile. Quarto giorno del viaggio per il centenario della chiesa dedicata a Maria Santissima Achiropita


Il nostro racconto prosegue nel quarto giorno con la visita al Cardinale di San Paolo, sua eminenza il Signr cardinale Odilo Sherer.

Prima di raggiungerlo facciamo tappa presso la Chiesa di Santa Cecilia, la Santa vissuta in epoca romana e martirizzata per essersi rifiutata di sposare l’uomo scelto dai suoi genitori , mentre lei aveva deciso di consacrarsi al Signore avendo aderito alla fede cristiana.

Per strada siamo sorpresi dalla vista di un quartiere altamente presidiato dalla polizia per la violenza che lo abita, il degrado e la povertà che costringe molte persone a vivere sui marciapiedi e a dormire sui cartoni e avvolti negli stracci.

Di tutt’altra natura il quartiere Higienipolis, dove siamo diretti, che si presenta come una zona con alti grattacieli ed edifici che testimoniano un altro tenore di vita.

Ci accompagna il signor Francisco, un uomo che si esprime tranquillamente in italiano. Ci racconta come suo padre sia arrivato all’età di 11 anni a San Paolo direttamente da Corigliano e sua madre, pur nata in Brasile, fosse figlia di immigrati rossanesi.

Il suo racconto si arresta perché siamo arrivati alla nostra meta: la curia metropolitana dell’ Arcidiocesi di San Paolo.

Puntualissimo arriva anche il Cardinale che ci accoglie nel suo ufficio e ci intrattiene in una piacevole conversazione sulla città di cui è pastore. Con lui è presente anche il vescovo Rogerio che ci aveva accolti al nostro arrivo.

Sono tanti i problemi e le preoccupazioni per una delle diocesi più vaste al mondo che il Cardinale ci presenta , ma sono tanti anche i segni di speranza che testimoniano una fede che è riscoperta da adulti e da persone che si erano lasciate influenzare da proposte di un cristianesimo senza i tratti comunitari e senza l’ impegno di una carità fattiva e solidale.

Dopo le dovute presentazioni il nostro Arcivescovo consegna a sua eminenza i doni che contraddistinguono la nostra città: una bellissima icona del simulacro della Madonna Achiropita e il suo affresco su stoffa, l’ultimo libro pubblicato da Mons. Luigi Renzo sulle più recenti ipotesi di comprensione dell’affresco della nostra Cattedrale, insieme al testo curato da Cecilia Perri e le immancabili liquirizie Amarelli.

Rinnovando il desiderio di continuare a tessere legami di amicizia e di solidarietà con la chiesa dell’Achiropita, don Maurizio ha ringraziato il Cardinale per come la Chiesa di San Paolo abbia saputo accogliere, custodire, integrare e far fruttificare la fede nella nostra Madre Achiropita.

Rientriamo per il pranzo che la comunità dei padri Orionini ci ha preparato, certi di aver allargato la nostra comprensione degli inizi e dello sviluppo del cristianesimo in Brasile grazie anche al contributo dei tanti migranti provenienti da tutte le parti del mondo che, nei cinque secoli di evangelizzazione, hanno reso il Brasile un micromondo di culture, tradizioni e religioni capaci di integrarsi secondo una felice e armonica convivenza.

Nel pomeriggio, mentre l’Arcivescovo ha modo di visitare la parrocchia di Santa Maria delle Grazie, o meglio Nossa Senhora das Gracas Jardim Luciana Itaquaquecetuba nella diocesi di Mogi das Cruzes, fondata dal missionario catanzarese nato a Torre di Ruggero don Pino Silvestre, e di incontrare studenti e professori della facoltà teologica di quella diocesi, il gruppo continua il programma con una visita ad alcuni luoghi tipici della fede e cultura brasiliana.

Si comincia dalla Chiesa di fra Galvao, il primo Santo brasiliano la cui devozione è molto sentita e vissuta da quanti a lui si affidano per le necessità di salute e di fiducia nella provvidenza. Dalla chiesa al Museo della resistenza per comprendere anche la storia più recente del Brasile che ha vissuto con dolore e sofferenza gli anni della dittatura con i pesanti segni dell’oppressione e della persecuzione.

Infine una puntatina al quartiere cinese di Liberdade vivendo l’ esperienza del viaggio in metropolitana insieme a migliaia di persone che ogni giorno passano per la significativa e ristrutturata stazione della Luz che, ancora oggi, rispetto ad altre linee metropolitane moderne, offre ai viaggiatori un viaggio nel tempo fino agli inizi del 900.

A conclusione della giornata non poteva mancare una pizza per tutti che, pur inculturata e arricchita dai sapori brasiliani, non ha retto il confronto con la sua matrice di origine. Un motivo in più per continuare a stringere rapporti anche culinari con questa realtà.

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