
Il nostro tour prosegue nel pomeriggio con la visita alla Cattedrale di San Paolo, un’ opera monumentale la cui costruzione avviata agli inizi del novecento si conclude a metà degli anni ’50 perché interrotta più volte a causa delle due guerre mondiali e della crisi economica del ’29.
Luciana, la simpatica guida ci conduce alla cripta dove è sepolto il primo Indio della tribù Tibiri¢a’che ricevendo il battesimo ha aperto le porte della sua comunità ai primi gesuiti arrivati in Brasile per l’evangelizzazione. Tra questi san José de Anchieta, l’Apostolo del Brasile che ha saputo inculturare il vangelo in una feconda armonia tra i valori del vangelo e quelli delle comunità indigene.
A ricordo del suo passaggio un’imponente statua domina la piazza antistante la cattedrale e poco dopo la statua di San Paolo che ricorda la nascita di questa metropoli a lui dedicata.
A pochi passi dalla Cattedrale infatti sorge il Patio del collegio, che per la città di San Paolo è il luogo sacro da cui questa città ha avuto origine.
A conclusione del nostro giro pomeridiano non poteva mancare la tappa presso il Monastero di San Benedetto, una delle chiese più belle del centro storico che accoglie una ventina di monaci e giovani studenti della facoltà di teologia che lì si trova.
Rientriamo nel tardo pomeriggio per partecipare alla S. Messa presieduta dal vescovo della zona pastorale del centro Don Rogerio insieme a don Maurizio, ai nostri sacerdoti e ai padri della parrocchia dell’ Achiropita.
Numerosi i fedeli che hanno risposto all’appello del vescovo che ha voluto questa celebrazione per dare il benvenuto a tutta la nostra delegazione. Nella sua omelia don Rogerio ha voluto paragonare il cammino di fede della parrocchia dell’Achiropita ai primi cristiani di Gerusalemme che per la prima volta furono chiamati tali per avere aderito alla fede e alla persona di Gesù Cristo. Così i primi fedeli di San Paolo hanno accolto e fatto propria la devozione alla nostra cara mamma Achiropita.
A conclusione della celebrazione anche il nostro arcivescovo don Maurizio ha preso la parola per ringraziare innanzitutto la Chiesa di San Paolo che ha avuto cura dei nostri primi migranti accompagnandoli nel loro cammino di fede. Un grazie speciale alla comunità dei padri Orionini che hanno aperto la strada alla fede e alla devozione alla Madonna Achiropita e un grazie a tutti i presenti per la testimonianza di fede e amore riservata a quella stessa immagine che agli inizi del ‘900 è partita da Rossano per raggiungere il quartiere Bixiga a San Paolo.
Nel suo messaggio don Maurizio ha sottolineato inoltre come questa visita sia per lui una risposta alla chiamata del Signore che gli ha ispirato il desiderio di raggiungere i rossanesi e i figli dei rossanesi che in questi cento anni hanno rivolto il loro sguardo alla Madonna Achiropita per chiedere a lei la forza per mantenere viva la loro fede, pur nelle fatiche della migrazione che comporta disagi e privazioni e richiede tanta forza per ricominciare, superamento di nostalgie e desideri di tornare alla patria da cui si era partiti.
Una bellissima icona della Madonna Achiropita scritta dal nostro iconografo Dragos e donata al vescovo Rogerio ha coronato la toccante celebrazione ravvivando in tutti il desiderio di continuare a tessere legami di fede e di amicizia tra le chiese sorelle di San Paolo e di Rossano Cariati.
Concludendo il suo messaggio alla comunità Don Maurizio si è detto onorato di essere qui a fare visita a una chiesa così lontana eppure così vicina per la fede che supera ogni distanza e si ritrova unità nell’amore che sa farsi servizio e cura degli ultimi.
