Ai nostri giorni, appare particolarmente urgente riscoprire queste 3 Virtù, di cui oggi il Signore ci parla nel Vangelo (Mt 23, 23-26): la Giustizia, la Misericordia, e la Fedeltà. Sono proprio la loro mancanza, nella nostra vita (Spesso, infatti, ci accontentiamo di una falsa religiosità, o di una pietà superficiale!), a causare le “invettive” di Gesù: “Guai a voi, ipocriti…!” (v 23). Il Signore che vede nei nostri cuori, nota sempre questo vuoto di Amore in noi, Lui che nella sua vita ha incarnato queste Virtù nella sua Persona e nel suo Ministero. Tuttavia, impariamo sempre a cogliere, anche in questo linguaggio “punitivo”, l’invito amorevole di Dio, che ci esorta a riscoprire le nostre origini: “Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la bontà, camminare umilmente con il tuo Dio” (Mi 6, 8). Abbiamo tutti bisogno di comprendere (Ma soprattutto di “fare esperienza”) di quanto Dio sia grande nella sua Misericordia: “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve” (Is 1, 18b). Il Signore ci invita sempre, a tuffarci nell’immenso oceano del suo Amore, ci chiede di non accontentarci di nuotare nei fiumiciattoli della nostra cattiveria, che ci fanno perdere in minuzie, ci fanno diminuire ai suoi occhi, e ci rendono schizzinosi: “Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito” (v 26). Quanta verità! Questo quarto “Guai”, è una denuncia del capovolgimento dei valori. Scribi e Farisei ritenevano, infatti, più importante le prescrizioni “esterne”: il pagamento della decima anche sull’aneto, sul cumino, sulle erbe aromatiche, ecc.! Una vera esagerazione, se si pensa che nella Legge, era previsto solo il pagamento della decima: per l’olio, il mosto, e i cereali (Nm 18, 22; Dt 14, 22-23; Lv 27, 30). In tal modo venivano trascurate le cose più importanti della Legge, come: il Diritto, la Misericordia, e la Fede. Il quinto “Guai”, fa “pulizia”, riguardo alle prescrizioni farisaiche sulla purità. Lo scopo del discorso, non è tanto curare la pulizia esterna di bicchieri e scodelle, ma curare la polizia della coscienza, spesso “piena di avidità e di intemperanza” (v 25). Comportamenti morali, che ci dimostrano come spesso “ci preoccupiamo solamente dell’apparenza esterna e non delle realtà interiori”: Occorre saper allontanare dal nostro cuore, dalla nostra vita, ogni malvagità…! Volendo attualizzare, mi verrebbe da dire, che, ahimè, anche nelle nostre realtà Parrocchiali, spesso ci perdiamo in mille sciocchezze e chiacchiericci, a discapito di scelte veramente importanti. Quante volte in una Parrocchia, ad esempio, si creano malumori rispetto agli orari della Santa Messa, o per la riunione del Catechismo! Per non parlare delle lotte intestine, scandalose, fra: Cori, lettori e gruppi vari. E come non parlare delle dispute, fra chi ama di più l’attuale Parroco, rispetto a quello precedente! Ma sono davvero questi, i veri problemi della Chiesa: Come, dove, quando, si deve celebrare la santa Messa, o come devono vestire i Preti? Attenti, Amici cari, a non comportarci peggio dei Farisei, persone che si ritenevano “le più devote” (E quante volte, anche noi, sentiamo dire: “più cattolico/a di me, non c’è nessuno!”), ma che poi, scordavano l’essenziale! Recuperiamo, pertanto, la “vera Gerarchia” delle cose importanti, sia della Vita, che della Fede, dando il giusto peso a tutto! Ok! Vada anche bene, pagare la decima sulla menta, ma non dimentichiamo mai: la Giustizia, la Misericordia, e la Fedeltà. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.🙏❤️🙆🏻♂️
Don Michele Romano

