L’Arcivescovo Maurizio Aloise alla comunità di Schiavonea: «La festa della Madonna diventi una scelta di fraternità e responsabilità»

In occasione della festa della Madonna della Schiavonea, l’Arcivescovo invita la comunità a trasformare il dolore per la morte della sig.ra Carmela Bifano in preghiera, consapevolezza e impegno concreto contro ogni forma di violenza

Schiavonea, 21 agosto 2026. La festa della Madonna della Schiavonea si celebra quest’anno in un clima segnato dal dolore e dallo sgomento per il femminicidio che ha nuovamente ferito la comunità. È in questo contesto che l’Arcivescovo Maurizio Aloise ha rivolto una lettera alla comunità parrocchiale e ai devoti del Santuario, invitando tutti a vivere la festa non soltanto come un momento della tradizione religiosa, ma come un’occasione di riflessione, preghiera e responsabilità.
«La gioia della festa non può cancellare il dolore», scrive l’Arcivescovo, sottolineando però come proprio la celebrazione della Madonna possa diventare il momento nel quale affidare a Dio la sofferenza della comunità e chiedere alla Vergine la forza di guardare con coraggio alle ferite della società.

Nel suo messaggio, mons. Aloise richiama in particolare la figura di Maria, donna che ha conosciuto la sofferenza, le difficoltà e le incomprensioni e che, ai piedi della croce, ha sperimentato il dolore di una violenza ingiusta inflitta al Figlio. «Possiamo guardare a Lei anche oggi come a una Madre che comprende il pianto di chi soffre, di chi è vittima, di chi ha perso una persona amata e di chi porta dentro di sé ferite che spesso non riesce nemmeno a esprimere».

La riflessione dell’Arcivescovo si fa quindi appello alla comunità affinché nessuna forma di violenza venga considerata normale, giustificata o tollerata e affinché ogni donna possa vivere senza paura, sopraffazione e solitudine. Al centro vi è la necessità di riscoprire, nelle famiglie, nelle relazioni e nella società, la dignità inviolabile di ogni persona.

La lettera richiama inoltre una responsabilità che riguarda tutti. «Non possiamo limitarci a condannare la violenza quando essa raggiunge il suo esito più tragico», afferma mons. Aloise, invitando a imparare a riconoscere i segnali della violenza, a non voltarsi dall’altra parte e a non minimizzare o giustificare mai «la prevaricazione, il controllo, la paura e l’umiliazione».
Da qui l’invito a tutta la comunità di Schiavonea a stringersi «con rispetto, solidarietà e vicinanza alle vittime della violenza e ai loro familiari», accompagnandoli con discrezione e affetto.

La festa della Madonna della Schiavonea, dunque, viene indicata come un momento nel quale fede e responsabilità sociale sono chiamate a incontrarsi. La preghiera alla Vergine diventa anche impegno a costruire una comunità capace di proteggere la vita, difendere la dignità di ogni persona, ascoltare chi soffre e promuovere relazioni fondate sull’amore e sul rispetto.

«Che la nostra festa non sia soltanto una tradizione da rinnovare – conclude l’Arcivescovo – ma diventi una scelta di fraternità e di responsabilità».

Nel suo messaggio, mons. Aloise affida infine alla Madonna della Schiavonea «ogni donna che vive una situazione di sofferenza, ogni famiglia ferita, ogni persona che ha paura e ogni cuore che porta il peso di una perdita», invocando dalla Vergine protezione, consolazione e sostegno per l’intera comunità.

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