“DONNA, GRANDE È LA TUA FEDE!”

La pagina del Vangelo di questa XX Domenica del T.O.-Anno A,(Mt 15, 21-28), ci presenta uno dei personaggi più simpatici del Vangelo, meglio conosciuta, come “La Straniera delle Briciole”, ovvero, una Donna Cananèa
(Prima “pagana”, diventata credente!), che vive un incontro straordinario con Gesù. Una Donna dalla fede “granitica”, anche se di un altro Paese, di un’altra Religione, non Israelita, ma che in un certo senso “converte” Gesù, quasi gli fa cambiare mentalità, lo fa “sconfinare” da Israele, apre il suo Cuore alla fame e al dolore di tutti i Bambini, che siano di Israele, di Tiro, di Sidòne o di Gaza, tanto la fame è uguale, il dolore è lo stesso, identico l’Amore delle Madri. Quasi sembra dire a Gesù: La tua Missione, non è rivolta solo alla “Casa di Israele”, Tu sei Pastore di tutto il dolore del mondo (Apertura alla Missione Salvifica “Universale”). Anche i discepoli partecipano: “Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando” (v 23b). Ma la posizione di Gesù è molto netta (ed apparentemente) brusca: “Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele” (Cfr: “Progetto tematico” del Vangelo secondo Matteo, che scrive per i Giudeo “convertiti”). Ma la donna non molla, quasi “scoccia” Gesù: “Signore aiutami” (v 25b). Ma Gesù replica, con una parola ancora più forte: “Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini” (v 26)-(N.B: I “Pagani”, chiamati “Cani” dai Giudei, rappresentavano i nemici ed i malfattori (Sal 22, 17.22). Ed è quì, che arriva la disarmante e geniale risposta della Madre: “È vero, Signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni” (v 27). Siamo alla svolta del racconto! Questa immagine, sorprende e suscita l’ammirazione di Gesù, quasi a dire: Nel Regno di Dio, e soprattutto nel suo Cuore, non ci sono figli di serie A (“Uomini”), e figli di Serie B (“Cani”), ma solo Fame e Figli da saziare, anche quelli che pregano un altro dio. Allora Gesù le replicò: “Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri” (v 28a). E quì, ora, mi sembra di sentire riecheggiare il commento “silenzioso” di Gesù, a noi tutti: “Vedete questa Donna: Non ha la fede dei Teologi, ma quella delle Madri che soffrono; Conosce Dio dal di dentro, lo sente all’unisolo col suo cuore di Madre, e sa che Dio è felice, quando vede una Madre, qualsiasi Madre, riabbracciare felice, la carne della sua carne, finalmente guarita: “E da quell’istante sua figlia fu guarita” (v. 28b). Questa Donna, con la sua grande Fede, ci invita a relazionarci in modo nuovo con la quotidianità! Finché anche noi, rimaniamo seduti alla tavola del benessere, non percepiremo mai quello che succede sotto il tavolo. Occorre una Fede che ci fa scendere verso il basso, a livello del pavimento, quello degli ultimi, dei poveri, lì dove Dio ha “nascosto” il suo Regno. Mi commuovo, pensando a sant’Agostino, che paragona la Madre Monica, proprio a questa Donna, ricordando tutte le lacrime versate per la sua conversione! Commenta, il Santo Vescovo d’Ippòna: “Questa Donna Cananèa, avvalora che Gesù non era stato inviato solo alle pecore perdute della casa d’Israele, ma come Lui stesso dirà: “Ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare” (Gv 10, 16a). Ebbene, una di queste pecore, era proprio lei, questa Donna Cananèa” (Discorso 77,1.5). Che il Signore conceda anche a noi, la sua stessa Fede; Solo così, anche per noi, l’impossibile diverrà possibile! Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa Domenica.🙏❤️🙆🏻‍♂️

Don Michele Romano

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