
L’ATTENZIONE AI “PICCOLI”, CI RENDE “GRANDI” AGLI OCCHI DI DIO.
Nel Vangelo di oggi (Mt 18, 1-5.10.12-14), siamo arrivati al capitolo 18º di Matteo, dove ha inizio il 4º grande Discorso sulla Nuova Legge, definito il “Discorso della Comunità”. Il Vangelo secondo Matteo, scritto per le Comunità dei Giudeo convertiti, della Galilea e della Siria, presenta Gesù come il nuovo Mosè, e come nell’Antico Testamento, la Legge di Mosè venne codificata nei 5 Libri del Pentatèuco, così Matteo, imitando questo modello antico, rappresenta la “Nuova Legge” di Gesù, in 5 grandi Discorsi! 1)- Il Discorso della Montagna (Mt 5, 1-7, 29); 2)- Il Discorso della Missione (Mt 10, 1-42);
3)- Il Discorso delle Parabole (Mt 13, 1-52);
4)- Il Discorso della Comunità (Mt 10, 1-35); 5)-. Il Discorso del Futuro del Regno (Mt 24, 46). Il Vangelo di oggi, riporta la prima parte del Discorso della Comunità (vv 1-14), che ha come parola chiave, i “piccoli”, che non sono solo i bambini, ma anche le persone povere e senza alcun importanza nella società, e forse (Dio non voglia!), anche nelle nostre Comunità Parrocchiali. Tuttavia, Gesù ci chiede che questi “piccoli”, stiano sempre al centro delle preoccupazioni di ogni nostra Comunità, poiché: “Il Padre non vuole che si perda neppure uno di questi piccoli” (v 14). Alla domanda, poi, dei discepoli: “Chi dunque è più grande nel regno dei Cieli?”, Gesù risponde, mettendo in mezzo un bambino. Diciamo subito che nella società del tempo, i bambini non contavano nulla, ed erano privi di ogni diritto. Gesù rivoluziona, così, l’umana concezione di “grandezza”, dove diventare bambini, significa riconoscere la propria fragilità, spogliarsi di ogni pretesa di primeggiare, affidandosi totalmente a Dio, perché ogni persona, anche la più umile ed emarginata, ha un valore infinito agli occhi di Dio. Non solo Gesù, ci ammonisce severamente, di non disprezzare nessuno dei “piccoli”, affermando che: “I loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli” (v 10), ma invita i discepoli, a diventare, a loro volta “bambini”, perché, anziché crescere “verso l’alto”, devono saper crescere “verso il basso”, verso, cioè, la “periferia”, dove vivono i “piccoli”, i poveri e gli emarginati. Solo così, saranno davvero “grandi”, nel Regno dei Cieli, perché Gesù stesso, si identifica con loro: “Chi accoglierà uno di questi piccoli, accoglie me” (v 5). Infine, negli ultimi due versetti, 12-14, ci viene presentata la Parabola delle cento pecore! Mentre per Luca questa Parabola, rivela la gioia di Dio per la conversione di un peccatore (Lc 15, 3-7), secondo Matteo, invece, rivela che il Padre “non vuole che si perda nemmeno uno di questi piccoli”. In definitiva, i “piccoli”, devono costituire la priorità pastorale di ogni Comunità, e della Chiesa tutta. L’Amore verso i piccoli e gli esclusi, deve costituire l’asse di ogni Comunità, che dice di voler seguire Gesù Maestro! Solo in tal modo, ogni Comunità diventa “la prova” di quell’Amore gratuito di Dio, che accoglie tutti, nessuno escluso! Auguro di cuore a ciascuno di voi, di trascorrere una serena e Santa giornata.
Don Michele Romano
