Commento al Vangelo di oggi

LA ” TRASFIGURAZIONE ” DI GESÙ: LUCE DI SPERANZA, NEL NOSTRO CAMMINO DI FEDE.

Oggi il Vangelo (Mt 17, 1-9), ci descrive la “Trasfigurazione” di Gesù, avvenuta sul Monte Tàbor, dopo che aveva fatto il primo Annuncio della sua morte (Mt 16, 21). La Montagna “Alta”, qui evoca il Sìnai, dove Dio aveva dato le “Tavole della Legge” (Es 34, 29-35) ed è il luogo dove, oggi, Gesù, dà un “saggio” della sua Divinità, apparendo “Glorioso” e “Luminoso” ai tre Apostoli: Pietro, Giacomo e Giovanni, che aveva portato con sé, per prepararli allo “scandalo” della Croce, perché anche loro, soggiogati dall’idea dominante dell’epoca: L’attesa di un Messia glorioso e politico, che li avrebbe liberati dal potere di Roma. Ed ecco che: “Apparvero loro Mosè (Rappresentante della Legge!), ed Elìa (Rappresentante della Profezia!), che conversavano con lui” (v 3), a conferma che tutto l’Antico Testamento, ovvero: Tutto ciò che è stato “Fatto” (Mosè), e tutto ciò che è stato “Detto”
(Elia), ora trova pienezza e culmine, nella Persona di Gesù. La loro conversazione verte sul compimento della sua Missione terrena (Luca specifica: “sull’esodo” (la morte) di Gesù a Gerusalemme -Lc 9, 31). In questo modo, ci è chiaro, tutto l’insegnamento dell’Antico Testamento (sia la Legge che i Profeti): Per il Messia, il cammino della Gloria doveva passare per la Croce. Pietro, anche se non comprende (Marco addirittura parla di “spavento”-9, 6 e Luca ne accentua “il sonno”- 9, 32), sopraffatto dallo stupore e dalla gioia, propone di costruire tre tende, per fermare quel momento di estasi: “Signore, è bello per noi essere qui…” (v 4). La successiva “nube luminosa”, che avvolse tutti, è il simbolo biblico della Presenza della Gloria di Dio (la Shekìnah). Si realizza, in tal modo, la “Teofanìa” Trinitaria! Ed ecco la voce del Padre che dice: “Questi è il Figlio mio, l’amato, in cui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo” (v 5b). Questo, è il cuore del messaggio: L’espressione “Figlio amato”, evoca la figura del Messia Servo, annunciato dal profeta Isaia (Is 42, 1); Invece, l’espressione “Ascoltatelo”
(Verbo che caratterizza tutto l’Antico Testamento), evoca la Profezia che annunciava la venuta di un nuovo Mosè (Dt 18, 15). Dal momento che in Gesù, si stanno realizzando tutte le Profezie dell’Antico Testamento, i discepoli non possono più dubitare: Gesù è veramente il Messia glorioso, anche se il suo cammino, per arrivare alla Gloria (Secondo la Profezia del Messia-Servo
-Is 53, 3-9), deve passare per la Croce. Certo Mosè ed Elìa, ormai hanno fatto il loro tempo, ora c’è Cristo come unico punto di riferimento e Maestro. Dinanzi a tutto ciò, i discepoli “presi dalla paura, cadono con la faccia a terra” (v 6). Ma Gesù si avvicina loro, li tocca e dice: “Non temete” (v 7). I discepoli alzano gli occhi, e vedono solo Gesù! È Gesù, infatti, Lui solo, la “chiave” per poter comprendere la Scrittura e la stessa Vita. Infine, mentre scendono dal monte, Gesù impone loro il “segreto” messianico: “Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti” (v 9). Questo ci conferma, che non si può comprendere pienamente la Gloria di Gesù, senza passare attraverso la Pasqua. Infatti la Croce di Cristo, è la prova che la Vita è più forte della Morte. Questo episodio della Trasfigurazione, insegna che la nostra vita Cristiana, è un cammino che deve partire dall’Ascolto della Parola di Dio, e deve nutrirsi di momenti di “luce”, per rischiarare le tenebre del nostro peccato, e deve anche, saper “scendere” dal Monte, per poter vivere la Fede, nella concretezza del nostro quotidiano! Auguro a tutti di cuore, di vivere con gioia, questa “Festa della Luce”!

Don Michele Romano

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