La festa dell’Achiropita, tempo di fede e discernimento: la Magnifica Humanitas al centro della riflessione in Cattedrale.

Una serata intensa di ascolto, riflessione e confronto quella vissuta ieri sera, 3 agosto, nella Cattedrale di Rossano, dove, sotto lo sguardo della Madonna Achiropita, la comunità si è ritrovata per approfondire la “Magnifica Humanitas”, l’Enciclica di Papa Leone XIV dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza Artificiale.

A guidare l’incontro è stato don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana, che con competenza, passione e grande capacità comunicativa ha accompagnato i presenti alla scoperta di un testo destinato a segnare il dibattito culturale ed ecclesiale del nostro tempo.

Nel suo intervento, don Bignami ha evidenziato come sarebbe riduttivo leggere la Magnifica Humanitas come un semplice documento sull’intelligenza artificiale. Il cuore dell’Enciclica, infatti, è la custodia della persona umana, chiamata a rimanere al centro di ogni sviluppo tecnologico e sociale. Papa Leone XIV richiama il rischio di nuove forme di disumanizzazione e invita con forza a custodire «quella magnifica umanità che nessuna macchina potrà mai sostituire».

Il percorso proposto dall’Enciclica prende avvio da due grandi immagini bibliche: la costruzione della Torre di Babele (Gen 11,1-9), simbolo dell’orgoglio e dell’autosufficienza di pochi, e la ricostruzione delle mura di Gerusalemme narrata nel libro di Neemia (Ne 2-6), frutto invece della collaborazione, della corresponsabilità e dell’impegno condiviso di un intero popolo. Due modelli contrapposti che diventano chiave di lettura anche del presente: la tecnologia può essere strumento di dominio oppure occasione di autentica cooperazione, a seconda della visione dell’uomo che la guida.

Particolarmente significativo il richiamo alle relazioni umane. Ripartire dai legami, ricucire ciò che si è spezzato, tessere rapporti nuovi fondati sulla fraternità e sulla solidarietà: questa la strada indicata dal Santo Padre. In una società che tende a considerare il limite come un difetto da eliminare, l’Enciclica ricorda invece che è proprio nella fragilità, nella vulnerabilità, nella malattia e nella sofferenza che l’uomo scopre la profondità della relazione e matura nella propria umanità.

Il dialogo con i partecipanti ha ulteriormente arricchito la serata, facendo emergere il valore del perdono, dell’inclusione e della restituzione della dignità a ogni persona, soprattutto a quanti si sentono esclusi o pensano di aver perduto il proprio valore.

Al termine dell’incontro è risuonato il sentito ringraziamento dell’Arcivescovo a don Bruno Bignami e a tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa, esprimendo riconoscenza anche a don Pietro e al Consiglio Pastorale per aver voluto dedicare una delle serate dell’Achiropita a un tema di così grande attualità e rilevanza pastorale.

L’invito conclusivo è stato quello di continuare la riflessione personale attraverso la lettura dell’Enciclica, affinché le pagine della Magnifica Humanitas possano diventare stimolo concreto a custodire la persona, a promuovere relazioni autentiche e a costruire, anche nel tempo dell’Intelligenza Artificiale, una società più umana, giusta e capace di speranza.

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