Commento al Vangelo di oggi

SE ANCORA OGGI, IL MONDO AFFOGA NEL “FARISEISMO”, È PER LA SUA “INCOERENZA MORALE”!

La diatrìba raccontata nel Vangelo di oggi (Mt 15, 1-2.10-14), vuole metterci in guardia dal rischio di vivere una fede “farisaica”, basata sul semplice rispetto delle regole e delle apparenze, dove ci si sente moralmente a posto, solo perché vengono rispettati degli “schemi”. Gesù, a questo punto, ribalta la prospettiva religiosa: “E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione?” (v 3). Fa capire, cioè, che non sono le pratiche esteriori: “I tuoi discepoli…, prendono cibo, e non si lavano le mani” (v 2), o i cibi, a rendere “impuri”, ma è ciò che esce dal cuore: “Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo” (vv 10-11). Gesù rimprovera ai Farisei, di anteporre tradizioni puramente umane, alla Parola di Dio, definendoli: “Ciechi e guide di ciechi” (v 14a), incapaci, cioè, di vedere il proprio limite, ma solo capaci di portare i loro seguaci, verso il bàratro dell’ipocrisia. In definitiva, Gesù ci insegna che: il Bene e il Male hanno origine dentro di noi, nei nostri sentimenti, nei nostri pensieri e nelle nostre parole. Citando, poi, il Profeta Isaia: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini” (Is 29, 13), Gesù prende le distanze dal “formalismo” dei Farisei e ci invita a perseguire il vero scopo della Legge, che è sempre finalizzata al bene dell’uomo. Pertanto, anche noi nella nostra vita, sforziamoci di essere credibili, di essere autentici, di portare gli altri a Cristo e non a noi stessi. Sforziamoci di “osare” il Vangelo, come ci suggerisce anche P. Curtaz, e non coltivare le nostre sicurezze. Il Signore ci chiede di “volare alto”, di diventare discepoli secondo il suo Cuore. Certo: “Lavare le mani” è utile…; Avere un “Vestito pulito” è segno di dignità, ma tutto questo sarebbe poca cosa, se non fosse accompagnato da quella “Purificazione interiore”, che permette di far risplendere in noi, l’Immagine di Dio. Quante volte, ahimé, anche noi siamo convinti che una persona sia “giusta”, solo perché sta dentro determinati schemi, e osserva, scrupolosamente, consolidate “tradizioni”. Infatti, a mò di esempio: Tanti pensano che basta soddisfare il Precetto Domenicale, o seguire pedissequamente tutta una serie di regole e devozionismi, per poter ricevere il “patentino” del perfetto Cristiano. Ma così non è!
Io posso andare a Messa, non solo la Domenica, ma anche tutti i giorni, fare la Santa Comunione, ostentare le mie Preghiere, ecc., e poi la mia vita, nella pratica comportamento, va a sbugiardare tutto questo, perché caratterizzata da tanta iniquità, nei confronti di chi mi sta accanto: In Parrocchia, in Famiglia, sul Posto di Lavoro, ecc.! Forse, è il caso di domandarci: Ma davanti a Dio, cosa vale di più: la “Forma” e l’esteriorità, o la “Sostanza?” Di fronte alla Parola di Gesù di oggi, non “scandalizziamoci”, come è accaduto ai Farisei, correndo il serio rischio di essere “sradicati” (vv 12-13), ma piuttosto, chiediamogli di fare (e testimoniare) ogni giorno, la sua Volontà, con una coerenza di vita, che ci aiuta quotidianamente, a “purificare” il nostro cuore, e vivere in maniera credibile, nella piena libertà dei figli di Dio. Auguro a tutti di cuore, di trascorrere una serena e Santa giornata.

Don Michele Romano

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