
DOVE NON ARRIVANO “I MEZZI UMANI”,INTERVIENE LA “COMPASSIONE” DI DIO.
Caso mai ce ne fosse bisogno, ancora una volta, il Signore, oggi, nel Vangelo di questa XVIII Domenica del T.O.- Anno A (Mt 14, 13-21), ci offre una ulteriore “Lectio Magistralis”, proprio sulla Carità. Allontanatosi, addolorato, per la morte di Giovanni, Gesù torna col cuore pieno di tenerezza e compassione per il suo popolo. L’attività terapeutica di Gesù, oggi, non comprende insegnamenti, ma semplicemente, vedremo che Lui “si piega” sui poveri e sugli ammalati. Nondimeno, notiamo che ci sono delle dinamiche psicologiche, che sono determinanti: “Vide una folla affamata…, e ne ebbe compassione”
(v 14). Tuttavia, non risolve subito da sé la situazione, ma ricorre all’aiuto e alla collaborazione degli Apostoli: “Voi stessi date loro da mangiare…” (v 16). Infatti, senza di loro, senza il loro contributo, Dio non opera. Lui richiede sempre la nostra Fede e la nostra collaborazione. È vero, non abbiamo altro che 5 pani e 2 pesci, ma è proprio questa “l’accoppiata vincente”:
“NOI+DIO, ed il Miracolo è assicurato: Quei 5 pani e 2 pesci, “bastano per sfamare 5000 uomini, senza contare le donne e i bambini” (v 21). C’è chi ha simpaticamente scritto, che in questa opera di collaborazione,se, noi non mettiamo a disposizione i nostri “spiccioli”, ovvero: i 5 pani e i 2 pesci, rischiamo di bloccare i “miliardi” di Dio. Certo il Miracolo della “moltiplicazione dei pani” (Presente in tutte e quattro i Vangeli), non solo dimostra la “compassione” di Gesù, ma dà anche le coordinate per la successiva opera di mediazione della Chiesa. Infatti, Gesù, “moltiplicati” i pani e i pesci, li riconsegna ai Dodici, usando dei “verbi” ben noti: “Prese…, Alzò…, Recitò…, Spezzò…, Diede…. (I verbi tipici dell’Ultima Cena), e i discepoli li distribuirono alla folla, prefigurazione del Pane Eucaristico. Ancora attenzioniamo come Gesù, non compie il miracolo “moltiplicando”,ma “spezzando”, cioè, condividendo il pane… con tutti, perché Dio non fa preferenze di persone, ma invita tutti alla sua mensa. L’episodio di oggi, è stato molto più che un semplice “sfamare” una folla enorme e affamata, quella di oggi, è stata una vera festa di perdono, di misericordia e di accoglienza. In parole semplici è stata metàfora di una Santa Messa. Restano, persino, “12 ceste” (v 20), un numero che nella Bibbia, indica la “pienezza”: 12 il numero degli Apostoli, come 12 le Tribù del Popolo di Dio; 12 le ceste piene, quasi a simboleggiare, una per ogni Apostolo, che dovrà portare il pane del Vangelo, sino ai confini della terra. Facciamo tesoro di questa grande “Lezione di vita”. Fidiamoci di quanto Gesù ci dice e ci chiede. Non temiamo di restare “senza”, perché se mettiamo a disposizione degli altri, che sono nel bisogno, il “poco” che abbiamo, Gesù ci rassicura: “Cercate, invece, anzitutto il Regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6, 33). Le 12 ceste avanzate, ce lo confermano. Forse quello che ci manca, è proprio la “compassione”, questa capacità, cioè, di saper “patire con…”, “soffrire con… gli altri, virtù che ci fa sperimentare l’angoscia e la disperazione, di tanti nostri fratelli. Allora sì, forse è qui che capiamo che, tante volte, non ci serve a niente andare a Messa, fare la santa Comunione, ecc., se poi tutto rimane come prima, e restiamo sempre chiusi nel nostro egoismo. Così, di fatto: Non divendiamo “pane spezzato” nella nostra Parrocchia, in Famiglia…, per tutti. Allora è opportuno, che mi ponga qualche domanda – provocazione: So “leggere” i bisogni degli altri? So mettere a disposizione, anche il “poco” che ho, senza timore di rimanere senza? Sono consapevole che l’Eucarestia mi dà la forza e la capacità di uscire dalla Chiesa, facendomi “dono” per l’altro, come Gesù si è fatto “Dono”, attraverso il suo corpo e il suo sangue, per la Salvezza di noi tutti? Vi Auguro di trascorrere una serena e Santa Domenica.
Don Michele Romano
