
IL SEME DELLA PAROLA, NEI NOSTRI CUORI.
Nel brano Evangelico di oggi (Mt 13, 18-23), Gesù spiega agli Apostoli, la Parabola del Seminatore. Ci troviamo nel discorso centrale del Vangelo di Matteo, chiamato “Parabolico”, nonché centrale, perché terzo dei cinque presenti, contenente ciascuno “Sette” Parabole (Numero altamente simbolico, per l’Evangelista!), che rappresentano il discorso della Rilevazione: “A voi è dato conoscere i misteri del regno dei Cieli” (v 11a), come a dire che il linguaggio di questa Parabola, intende dimostrarci che l’Opera Salvifica di Dio per noi, rimane sempre “misteriosa”
(Capace, cioè, di “rivelare”, come di “nascondere”, perché tutto dipende dal nostro atteggiamento interiore), e si manifesta, appunto, solo se siamo disponibili ad accoglierla. In questo suo Insegnamento “enigmatico”: “Dato con autorità”; Diverso dagli Scribi” (Mt 7, 28), Gesù comunica tutto con discrezione, e sempre con l’uso di immagini e contesti, ben conosciuti dall’uditorio, invitandoci, da persone “libere”, quali ci ha creati, ad accogliere o rifiutare il suo invito: “Beati invece i vostri occhi perché vedono, e i vostri orecchi perché ascoltano” (v 16). Sappiamo bene, che in questa Parabola, il Seme è la Parola, il Seminatore è Dio stesso, i quattro tipi di Terreno, rappresentano la tipologia dei nostri Cuori: Strada, Sassi, Rovi, Terreno Buono, che evidenziano il nostro atteggiamento interiore! 1)- La STRADA: rappresenta tutti coloro che ascoltano la Parola, senza comprenderla. Il loro cuore è indurito dalle sterili abitudini, e il Maligno porta via subito il seme. 2)- Il TERRENO SASSOSO: Rappresenta coloro che accolgono la Parola, con grande entusiasmo iniziale, ma sono senza radici profonde. Infatti, bastano le prime difficoltà o tribolazioni (un “Sasso”, diremmo!), e tutto svanisce! 3)- I ROVI: Sono coloro che ascoltano la Parola di Dio, ma le tante preoccupazioni terrene e l’inganno della ricchezza (vere “Spine”), finiscono per soffocare ogni anelito, e così, la Parola resta soffocata e sterile. 4)- Il TERRENO BUONO: Rappresenta tutti coloro che ascoltano, comprendono, e fanno fruttificare la Parola, nella propria vita, con pazienza e perseveranza, fino a portare innumeri frutti: “il 100, 60, 30 × 1” (v 8b). Una quantità enorme, che il contadino della Galilea, capiva subito, anche se, con una buona dose di meraviglia, considerato che la produzione Media del grano, era al massimo del 7 × 1. Questo Brano Evangelico, oggi, ci spinge a interrogarci: Con quale tipo di Terreno, io mi rapporto? Quale di essi, mi rappresenta? Gesù vuole soltanto dirci, che ognuno di noi, nei vari momenti della sua vita, può essere: tanto “Terreno buono”, quanto “Strada”, e che l’impegno sta proprio qui: Cercare di divenire ogni giorno: “Terreno fertile (“Buono”), nonostante le tante aridità (“Strada”), le infedeltà (“Sassi”), e le molteplici preoccupazioni (“Rovi”), che ci caratterizzano ogni giorno! Alla fine, tutto questo, poi, ci renderà anche capaci, di continuare l’Opera del Seminatore, ovvero, saper “annunciare” a tutti, con forza e perseveranza, la Parola di Dio, vincendo le difficoltà e i rischi della mondanità. Una cosa è certa: Noi siamo chiamati a “seminare”, poi sarà Dio, a far crescere e fruttificare, i tanti “Semi”, nel cuore di ogni uomo. Vi Auguro, pertanto, di trascorrere una serena e Santa giornata.
Don Michele Romano
