
“CHI È MIA MADRE E CHI SONO I MIEI FRATELLI?”
Il Vangelo di oggi (Mt 12, 46-50), Ci descrive una scena assai vivace ed enigmatica, nella ricchezza di sentimenti “umano-divini”, che essa contiene! Certamente, Maria, la Vergine Madre: “Umile e alta, più che creatura”, come la definirà il Sommo Poeta, Dante, certamente, era andata là, dove in quel momento Gesù, stava ammaestrando la folla. È facile pensare, che sia andata in compagnia anche dei familiari, definiti “Fratelli”!
Termine, che non va preso alla lettera. La Lingua Ebraica e Aramaica, infatti, non possiedono vocaboli distinti, per i singoli gradi di parentela. Perciò i termini:Fratelli o Sorelle, possono indicare i Parenti in genere o i Cugini. Spesso questo titolo di “Fratelli”, veniva “vantato” dagli stessi interessati, per avere più diritti nella comunità apostolica. Questa “Parentela” di Gesù, dal momento che la Verginità di Maria è indubbia, non fa che provare la realtà della sua Incarnazione. Quando gli viene detto: “Ecco tua madre e i tuoi fratelli, stanno fuori e ti cercano…” (v 47), sulle prime, può sorprenderci davvero, la risposta apparentemente dura, che Gesù dà a chi l’ha avvertito di questo: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli!” (v 48). Ma bisogna tener conto, che Lui, ormai, viveva in funzione di quel Regno che il Padre gli aveva chiesto di indicare a tutti gli uomini, suoi “Fratelli”. Sì, certo, Maria è sua Madre e i suoi Fratelli, ovvero, i cugini sono i suoi più stretti Parenti, proprio come oggi, tutti gli affamati di Verità. Questo, pur essendo un episodio riportato da tutt’ e tre i Sinottici, l’Evangelista Matteo, annota che i “Parenti”, proprio mentre Gesù parla alla folla, loro stanno “fuori!”, non sono, cioè, tra coloro che Lo ascoltano. Ecco, allora, che Gesù risponde (Inaugurando la “Nuova Parentela Spirituale!”), che: “Sua
Madre i suoi parenti, sono quelli che Lo ascoltano”, ossia coloro che stanno “dentro” la predicazione del Vangelo. Per la mentalità ebraica ,che considerava i rapporti di sangue, un fattore determinante per l’appartenenza religiosa, questo “misconoscimento” dei familiari, da parte di Gesù, risulta davvero sconcertante! Ma, in realtà, Gesù vuole indicarci la sua “nuova”
Famiglia, quella composta dai suoi discepoli, e da tutti coloro che lo seguono, lo ascoltano e hanno fiducia in Lui, per entrare, poi, nel Regno di Dio. Vuol farci anche intendere, che non occorrono legami di sangue, vincoli di nazione o di patria, ma ogni Comunità Cristiana può e deve diventare, la sua “Famiglia”, molto più larga e salda di quella naturale, appunto perché, fondata sulla Parola di Dio. Per tanti, dei nostri fratelli, che vivono nella solitudine: Poveri, abbandonati, emarginati, ecc., la Chiesa, oggi, è spesso l’unica vera Famiglia che sa accoglierli, inaugurando con tutti loro, relazioni “nuove”, fondate sull’Amore, e sul comune desiderio “di compiere la volontà del Padre” (v 50). Auguro a tutti di cuore, di trascorrere una serena e Santa giornata.
Don Michele Romano
