
DIO È SEMPRE DALLA PARTE DELL’UOMO !
Nel Vangelo di oggi (Mt 12, 1-8), vediamo Gesù che si prodiga, nella difesa dei suoi Discepoli, accusati dagli Scribi, di aver “profanato” il Sabato, “mangiando delle spighe di grano” (v 1), per soddisfare la loro fame. I Farisei di allora, e quelli di tutti i tempi, partivano da un principio: Dio è
superiore all’uomo, quindi prima viene l’Onore di Dio, e poi il bene dell’uomo! A questo ragionamento, soggiace la convinzione che: l’Onore di Dio, che è “Amore”, possa trovarsi in conflitto col bene dell’uomo. Niente di più sbagliato, perché la Gloria di Dio, è sempre il Bene dell’uomo. E Sant’Ireneo ce lo ricorda: “La gloria di Dio, è l’uomo vivente!” La Signoria di Dio, “Signore anche del Sabato” (v 8), si manifesta nell’Amore per l’uomo, e dell’uomo verso il suo simile. La vera Religione, pertanto, non consiste nell’osservanza arida ed ossessiva della Legge: “I tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato” (v 2), ma nell’accogliere la misericordia di Dio e donarla agli altri. Una misericordia, che deve preoccuparsi della “fame” del nostro prossimo, che è più importante di qualunque “sacrificio”, ovvero, dell’osservanza puramente letterale e “legalistica” della Legge sabbatica. Ogni Comandamento, deve avere come criterio di valutazione: l’Amore, oppure decade! Il Sabato (“Shabbàt – lett. “Cessare”), ovvero: “Giorno di Riposo”, oggi per noi Cristiani è la Domenica, che deve poter essere: il Giorno della Misericordia, accolta e donata, perché ogni uomo è più importante del Tempio e dello stesso Sabato (Mt 2, 27). Forse a tutt’oggi, anche noi facciamo fatica, a comprendere la Spiritualità biblica: “Tu Signore, preferisci cento volte, un gesto di compassione autentica, ad uno di devozione forzata”. Infatti, Gesù, citando il Profeta Osèa, dirà: “Misericordia io voglio, e non sacrifici” (Os 6, 6). È la Misericordia, il centro della nostra Fede, il cuore pulsante del messaggio Cristiano. Molti ancora si ostinano a credere, che Religione “vera”, consista nell’osservanza di una serie interminabile di obblighi da rispettare, un ritualismo appagante fatto di esplicitamento di riti, innumeri Processioni,
digiuni e pie devozioni, novene e feste patronali, ecc., ignorando che al di là di questa dimensione esteriore e legalistica, solo l’incontro gioioso con Dio, può operare il nostro cambiamento di vita, passando dalle “tenebre” del Peccato, alla “luce” della Grazia. È l’atteggiamento di chi, come Dio, guarda alla “miseria del cuore” (“Miser-Cordis”), cioè, di chi non si scandalizza davanti al peccato, ma si ingegna per aiutare il peccatore a riconoscere il proprio errore, e a superarlo, nella consapevolezza, che la Misericordia di Dio, oltrepassa sempre, ogni rigida regola del Sabato. Gesù, che condanna ogni esteriorità (Basti pensare, che i Farisei, avevano fissato anche i passi che si potevano compiere in giorno di Sabato: circa 890 mt, secondo At 1, 12, in riferimento ai 1.200 cubiti di Gs 3, 4), e qui Gesù, dimostra loro, di essere un “perfetto” conoscitore, oggi diremmo: un “esperto” della Bibbia, e cita un episodio, riguardante il Re Davide: ” Non avete letto quello che fece Davide…” (v 3), richiamando i suoi uditori (e quindi anche noi, oggi), ad andare all’essenziale, perché se una norma, finisce per mortificare il bene (Vedi tutte le volte che Gesù sarà attaccato, per le tante guarigioni fatte in giorno di Sabato), c’è qualcosa che non funziona! Gesù, non è un anarchico, che vìola la Legge, ma è Colui che la riporta all’essenziale. È solo sconcertato, nel vedere una delle norme più belle dell’Antica Alleanza: Il rispetto del Riposo del Sabato, ridotto a rigida prassi, che perde di vista il suo più profondo significato, per diventare una fredda e sterile “regola” da rispettare! Riscopriamo, invece, il “vero Pane” (Oggi, nel Vangelo, prefigurato dalle spighe di grano!), che “sazia la fame di ogni Vivente”: La Santa Eucaristica, il vero Sacrificio della Misericordia di Dio. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
