
“VI MANDO COME PECORE IN MEZZO A LUPI”!
Nel brano del Vangelo di oggi (Mt 10, 16-23), Gesù inizia col dirci: “Io vi mando come pecore in mezzo a lupi: (v 16a). Questa metàfora, vuol farci comprendere che solo un miracolo, può far sopravvivere le pecore in mezzo ai lupi. Ma a questo proposito, è bene ricordare, quanto affermava il saggio Tanhuma Toledoth: “Qualcosa di grande, accade alla pecora (Israele), che sopravvive tra settanta lupi (A simboleggiare i 70 popoli del mondo – Gen 10), perché grande è il Pastore che la salva e la sorveglia”(Ecco perché può dire: “Io vi mando…!”
È questa la garanzia e la protezione del Buon Pastore. Come Cristiani, in ogni caso, dobbiamo essere sempre “prudenti e semplici, come le colombe”, simbolo del candore (Ct 5, 2; 6, 9); Ma a volte, essere anche “astuti, come i serpenti”, simbolo della scaltrezza(Gen 3). Questi sono gli atteggiamenti e le virtù, accettate dalla logica Evangelica, in una sorta di “equilibrio”, che da una parte, dona la consapevolezza, ad ogni Cristiano, di vivere ancora tutto sulla Terra, e nel contempo capace di saper “Volare alto”, tipico delle Colombe, con la semplicità di chi sa riconoscere la volontà di Dio, che mai abbandona i suoi figli. Ecco perché, bandita ogni “casualità” e “coincidenza”, possiamo recuperare la Verità della “Dio-Incidenza”. Tuttavia, mai far ricorso all’uso della violenza. Certo non mancheranno le persecuzioni e le contraddizioni,
ma ogni Cristiano sa, che la vita è una “lotta”, come ci ricorda San Paolo, e per questo, è chiamato anche a saper soffrire, per causa di Cristo e del Vangelo. Non solo da parte dei nemici, che ci condurranno dinanzi ai tribunali: “Vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno… a causa mia” (v 17); Ma anche da parte di parenti e familiari: “Il fratello farà morire il fratello e il padre e il figlio” (v 21a). Senza dubbio, qui il cuore sanguina, ma lo Spirito Santo non mancherà di darci la forza necessaria, per rendere testimonianza alla Verità: “Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre mio che parla in voi” (v 20). Ecco perché a un certo punto, San Paolo ha potuto gridare: “Nulla potrà separarci dall’amore di Dio” (Rm 8, 39). Gesù ce l’ha promesso: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20). Purtroppo, la Chiesa e il Mondo, sono due realtà, di “difficile” convivenza. Il Mondo, come “struttura”, che a causa del peccato si è allontanato da Dio, obbedisce, ahimè, ad un altro “signore”
(Mammòna- il Dio Denaro!), che l’Evangelista Giovanni, chiama: “Il principe di questo mondo” (Gv 14, 30), nemico delle nostre Anime, ma che nel giorno del nostro Battesimo, sia i Genitori, che i Padrini, hanno garantito per noi, la “disobbedienza” a lui, con la rinuncia a Satana, per appartenere solo al Signore e alla Madre Chiesa, con la Professione di Fede. Tuttavia, come Cristiani, abbiamo anche da osservare i “doveri”, legati alla cittadinanza civica! Esempio: Pagare le tasse, è un dovere di giustizia, pur sapendo che noi, come seguaci di Gesù: “Siamo nel mondo, ma non siamo del mondo”(Gv 17, 14-15), in maniera unica ed incondizionata, apparteniamo del tutto, a Lui e alla Chiesa, nostra vera Patria spirituale, che inizia qui sulla Terra il suo cammino, per farci approdare nella Patria definitiva del Cielo. Gesù non promette ai suoi missionari, il successo ed il prestigio, anzi, dirà loro: “Sarete odiati da tutti, a causa del mio nome” (v 22), ma prospetta loro, un destino di persecuzioni, chiamandoli a ripercorrere la strada della testimonianza, pur nella sofferenza, avendo come modello Lui stesso: Crocifisso e Risorto. Il versetto 23, poi, promette la consolazione e il conforto, che il Figlio dell’Uomo ci porterà: “In verità vi dico, non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell’Uomo” (v 23b). Sia questa la nostra gioia, e la nostra consolazione,
perché un giorno, sarà Gesù stesso a prendersi cura dei suoi messaggeri, spesso perseguitati e scacciati. Pertanto, Auguro a tutti, una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
