
SOLO IN GESÙ, TROVIAMO RISTORO !
In questa 14ª Domenica del Tempo Ordinario, (Anno A), il brano Evangelico (Mt 11, 25-30), nel contesto della formazione degli Apostoli alla loro missione, Gesù ci invita sempre, ad avere piena fiducia nel Padre, al quale innalza un “Inno di lode”, per aver rivelato i suoi Misteri, ai “piccoli” e agli umili, nascondendoli ai sapienti: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti (“Intelligenti”, nella versione del 1974), e le hai rivelate ai piccoli” (v 25). Questo, va a ribaltare, ogni logica umana! Più che un’Intelligenza superiore, per la conoscenza di Dio, non occorrono nemmeno Titoli Accademici, ma occorre una relazione intima e fiduciosa, simile a quella di un Bambino! È chiaro, allora, che è più importante avere un cuore aperto e disponibile, di qualsiasi altra cosa, per arrivare a comprendere l’insondabile Mistero di Dio! E già! Proprio come i Bambini – dicevamo – umili e semplici. Anche perché, noi “Adulti”, non dobbiamo mai dimenticare che i Bambini, nell’icònico insegnamento di Gesù, ci richiamano costantemente, alla condizione necessaria, per entrare nel Regno di Dio: “Se non diventerete come i bambini…,Non entrerete!” (Mt 18, 3b). Gesù, continuando, chiama a sé tutti coloro che “sono stanchi ed oppressi” (Soprattutto affaticati, non solo dai pesi della vita, quanto, in particolare, oppressi dalle rigide regole religiose del Giudaismo), promettendo loro un giogo “dolce”, ed un peso “leggero”, affermando che la sua Persona, è “mite” ed umile di cuore” (v 29). Il “giogo dolce” (in Greco: “Chrestos”, cioe’: buono, utile), è da intendersi, quale “Sequela” di Gesù. Tuttavia, la sua “leggerezza”, anche se non ci esime dalle sofferenze e persecuzioni, significa che il tutto, sarà illuminato dalla Speranza, ossia, ogni cosa, troverà pieno significato in Dio, dove tutto risulterà: Non un’imposizione gravosa, ma solo Fonte di Pace. Gesù ci invita anche a sposare la logica della mitezza e dell’umiltà, in un mondo caratterizzato sempre più, dalla forza della violenza, e dalla sopraffazione (Le tante guerre, ahimé, ne sono una prova evidente!), ovvero: a
Abbracciare un nuovo stile di vita, basato sulla gentilezza e sul dialogo. Sa di utopia, è vero, ma solo in questo abbandono fiducioso, potremo rendere possibile il trionfo e la bellezza dell’insegnamento di Gesù,
apportatrice di vera Pace ed autentico Riposo. Molti si chiedono: come interpretare questo paradosso: Il “giogo” che ci propone Gesù, anziché pesare, alleggerisce, ed invece di schiacciare, solleva. La risposta più saggia, ce la fornisce Papa Benedetto XVI, quando dice: “Il “giogo” di Cristo, è la Legge dell’Amore, il grande Comandamento che ha consegnato ai suoi discepoli, e che a differenza dei “gioghi” umani, che fanno male e ti schiacciano, quello di Gesù, è un “giogo” che, paradossalmente, rende “Liberi”. Abbracciare il suo “giogo”, è saper camminare con Lui. Anche se questo richiede tanta umiltà, imparando a prendere coscienza della propria “piccolezza”, non considerandola un “limite”, ma come una vera “opportunità!” Che il Signore ci renda “Degni”, della sua “Rivelazione”. Con questa certezza nel cuore, Auguro a tutti, di trascorrere una serena e Santa Domenica.
don Michele Romano
