Commento al Vangelo di oggi

SIATE: “STOFFA NUOVA” E “OTRI NUOVI”!

Nel brano Evangelico di oggi (Mt 9, 14-17), i discepoli di Giovanni Battista, chiedono a Gesù: “perché noi e i Farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?” (v 14). Il Digiuno, pia pratica comune a tante religioni, quale pratica di penitenza (Anche Gesù lo osserverà…!), e loro erano obbligati a digiunare, per affrettare, così, la venuta del Messia, e prepararsi ad accoglierlo. Invece, i discepoli di Gesù, sanno che il Messia è già arrivato, ed è Gesù in mezzo a loro. Per questo mangiano, bevono, e fanno festa. Allora Gesù, risponde loro con un paragone, sotto forma di domanda: “Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?” (v 15a). Nel paragonare il digiuno al lutto, Gesù si considera “lo Sposo” (Mt 22, 1-14). E allora è Festa. La Festa delle Nozze, e quindi, gli Amici, non possono digiunare, sarebbe un controsenso! Tuttavia, un giorno lo Sposo andrà via, e allora, sarà un giorno di lutto. Con questo Gesù, fa esplicitamente riferimento alla sua morte: “Allora sì che potranno digiunare; Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno”
(v 15b). Questa espressione: “sarà loro tolto”, l’Evangelista la prende da Is 53, 8 e si riferisce al Servo di Jahwè, destinato a morte violenta, quale chiara allusione alla morte di Gesù! Con altre due immagini della vita quotidiana: Un pezzo di stoffa grezza, e del vino nuovo, Gesù ribadisce l’inconciliabilitàdel suo Vangelo, con le antiche Strutture religiose del Giudaismo, ed il loro contenuto! Il Vangelo, non è una pezza nuova, da mettere su un vestito vecchio, perché il rattoppo finirebbe per strappare ulteriormente il tessuto già logoro; Né un vino nuovo, può essere messo in un contenitore vecchio, perché il vino nuovo, in stato di “fermentazione”, farebbe scoppiare i vecchi otri rigidi (San Paolo, dedicherà l’intera Lettera ai Gàlati, a questo tema!). Il significato spirituale, di questo dire di Gesù, è che la Fede non è mai sinonimo di tristezza o di rigida osservanza, ma è un’autentica Festa, per la Salvezza che in Lui si è compiuta. Novità assoluta, è il “vino nuovo”, ovvero: la “Buona Novella”, dove Gesù ci insegna che il suo messaggio d’Amore, non può essere “forzato”, dentro le vecchie strutture (regole puramente “esteriori”), del Giudaismo. Occorrono, invece, “Cuori Nuovi”, capaci di accoglierlo. Il “Nuovo”, è il Regno di Dio, che Gesù impersona ed annuncia! Egli ci propone: Forme “nuove” e contenuti “nuovi”, per la vita Cristiana, quelli stessi che ha proclamato, nel rivoluzionario “Discorso della Montagna” (Mt 5, 1-48). Auguro, a tutti, pertanto, di trascorre una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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