I cinque sensi della liturgia: il raduno diocesano dei ministranti a Terranova da Sibari

Ministranti in cammino: Una chiesa giovane, viva, desiderosa di mettersi al servizio intorno all’altare. È questa l’immagine lasciata dal Raduno diocesano dei ministranti, vissuto mercoledì primo Luglio, a Terranova da Sibari, che ha riunito alcuni dei gruppi di ragazzi provenienti dalle parrocchie della diocesi per un pomeriggio di formazione, preghiera e fraternità. L’evento, organizzato dalla Pastorale giovanile vocazionale, ha avuto come filo conduttore i cinque sensi nella liturgia e come questi siano centrali per entrare in relazione e vivere a pieno la spiritualità di ciò che viene celebrato: accanto all’ascolto della Parola si accostano le manifestazioni della corporeità, quindi le nostre percezioni sensoriali, che talvolta si rischia di sottovalutare.

Subito dopo l’accoglienza iniziale i ragazzi sono stati suddivisi nei laboratori formativi dove hanno avuto modo di riflettere e meditare su due dei cinque sensi associati ad uno specifico passo di Vangelo. Le attività sono state coordinate dalle equipe diocesane presenti che con la loro creatività hanno coinvolto i ragazzi alla comprensione del tema proposto. I laboratori hanno offerto un modo per mettersi in gioco, ma soprattutto un’occasione di confronto e crescita che ha permesso ai ragazzi di far emergere le loro emozioni e il loro modo di vivere il servizio all’altare.

La preghiera dei Vespri e l’Adorazione Eucaristica hanno caratterizzato il momento finale del pomeriggio, insieme alla testimonianza del nostro Arcivescovo sul “Senso della vita”. A partire dalla riflessione sul brano del Vangelo della Donna Samaritana (Gv 4,5-26) l’Arcivescovo ha sottolineato come nel Suo cammino vocazionale l’altare sia diventato il pozzo a cui attingere. È Cristo, infatti, che in ogni liturgia ci parla e ci aiuta a capire quale sia la nostra vocazione, la strada giusta da percorrere per la nostra vita. Ecco che il servizio all’altare diventa la via per imparare a conoscere il dono di Dio, e cercare di capire che Egli ha sete di noi, del nostro tempo, della nostra amicizia. L’augurio rivolto ai ministranti è di lasciarsi incontrare dal Signore, con fiducia, e farsi guidare dal Suo amore incondizionato che dona la gioia vera. Il raduno ha rappresentato un invito a riscoprire che ogni servizio trova il suo compimento proprio in quell’incontro con il Signore; stare accanto all’altare significa camminare con Lui, ascoltarlo, seguirlo e lasciarsi trasformare dalla Sua presenza. Un pomeriggio che è entrato nel cuore di coloro che l’hanno vissuto e che ha rafforzato nei giovani ragazzi la consapevolezza del servizio che sono chiamati a vivere ogni giorno e la bellezza di questo cammino

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