Commento al Vangelo di oggi

GRAZIE AI “VERI” AMICI, CHE CI SONO SEMPRE NEL BISOGNO !

L’intervento prodigioso, narrato nel
Vangelo di oggi (Mt 9, 1-8), dimostra come ogni intervento di Dio nella nostra vita, deve essere sempre motivato da una richiesta, o da una constatazione di Fede. È quanto accade, nell’incontro di oggi, tra Gesù e questo povero paralitico che, amorevolmente, portato da amici (Che bel gesto di Amore e Soldarietà), “Steso su un letto” (v 2), provocano la paterna compassione di Gesù, che vedendo la loro Fede (Nella versione di Marco, è precisato che: “Vista la ressa della folla, questi amici, scoperchiarono il tetto, per raggiungere l’obiettivo” – Mc 2, 4), Gesù dice al malato: “Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati” (v 2b). La Fede, è sempre la porta che si apre all’azione di Dio, nella nostra vita! Tuttavia, la reazione degli Scribi, lì presenti, è di vero scandalo: “Costui bestemmia” (v 3). Reazione del tutto comprensibile, perché nella cultura Ebraica, ogni malattia era considerata una conseguenza del peccato. Con questa guarigione della Paralisi (e tantissimi altri Miracoli), Gesù dimostra di avere “Potere” (La vera “Exousìa”), anche sulla sua causa: Il Peccato! Ecco perché, sapendo bene cosa pensavano in cuor loro, provando che
Lui ha il potere di Perdonare i Peccati (Perché è Dio!), ordina al Paralitico: “Alzati, prendi il tuo letto e và a casa tua”(v 6b). A questo punto, la meraviglia della gente, non è tanto la guarigione miracolosa, ma che Dio “abbia dato tale potere agli uomini” (v 8b). Viene così esaltata la liberalità di Dio, che non tiene gelosamente per sé, il tesoro della Misericordia, ma trasmette agli uomini i suoi poteri. A questo punto chiediamoci: Siamo noi consapevoli della magnanimità di Dio, che nella Confessione ci perdona, tramite i suoi Ministri (“Ex-Opere Operato!”), liberandoci dal peccato e dalle sue conseguenze, facendoci Dono della sua Gioia? Il Vangelo di oggi, è questa dimostrazione della Misericordia di Dio, che guarisce “tutto l’uomo”, sia nel corpo, che nell’anima! E siccome per Lui è più importante l’Anima, ecco che Gesù, inizia proprio da qui. Nessuno gliel’ha chiesto, ma Lui che conosce i pensieri di tutti, avrà anche colto la difficoltà del paralitico, che di fronte alla sua Santità, avrà provato tanta confusione e vergogna, per i suoi peccati. Ma Gesù, comunque, lo accoglie e perdona, incurante delle mormorazioni dei (cosiddetti) maestri della Legge (Sir 39, 1’11). Sant’Agostino ha scritto che: “L’uomo orgoglioso è una grande miseria, però più grande, è la misericordia del Dio umile!” Purtroppo, siamo tutti consapevoli, che il Peccato, ci fa prendere sempre più coscienza delle nostre “paralisi”: Ci impedisce di amare e di fraternizzare! Oggi si parla poco e male del Peccato, si tende ad “esorcizzarlo”, come se fosse una innocente fragilità, senza alcuna conseguenza. Purtroppo, così non è! Siamo tutti nati con questo “fardello”, conseguenza, ahimè, del Peccato Originale, che ricade su noi tutti, “per propagazione”, di generazione in generazione (Nicea, 5ª Sezione, 1546). Tuttavia, è consolatorio pensare che, volendo, ce ne possiamo liberare: “Dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia” (Rm 5, 20); e Sant’Agostino aggiunge che: “Come la ragione del male sta nel peccato originale, la vittoria risiede nella Redenzione di Cristo”. Il profeto Osèa, usando la metàfora della Sposa infedele, ci dice che Dio, al nostro pentimento, ci restituisce la “verginità” perduta, una restituzione di quella integrità morale, che il peccato ha corrotto. Dio mostra così, tutta la sua sollecitudine verso ognuno di noi, ogni qualvolta, un Sacerdote, leva la mano su chi è pentito, ed implora il Suo Perdono, dicendogli: “Io ti assolvo da tutti i tuoi peccati…! Vai in pace!” Auguri, per una serena e Santa giornata.

din Michele Romano

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