La liturgia al centro dell’Assemblea Vicariale di Terranova: fede celebrata e comunità in cammino



Sta per concludersi l’itinerario delle Assemblee Vicariali che completa il cammino pastorale di quest’anno, ispirato alla parabola del lievito, e incentrato nei tre ambiti dell’agire pastorale della Chiesa: la prossimità, l’evangelizzazione e la liturgia. Stasera, 22 Giugno 2026, è stata la volta della Vicaria di Terranova. I rappresentanti delle comunità parrocchiali della zona si sono ritrovati presso la Parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo a Tarsia.

Nel suo messaggio introduttivo l’arcivescovo, Mons. Maurizio ha voluto ripercorrere con i presenti le tappe che ci hanno portato ad affrontare questa sera il tema della liturgia, un tema importante quanto delicato per la vita delle nostre comunità. Ha ricordato in particolare gli interventi dei relatori del CAL (Centro Azione Liturgica) che sono intervenuti durante l’ultima Assemblea diocesana sottolineando come la nostra fede sia fede annunciata, fede pregata, fede vissuta e fede celebrata.

In seguito ha invitato i partecipanti a interrogarsi sulla qualità spirituale delle rispettive comunità, sottolineando che la liturgia è viva e come tale può crescere e maturare anche nei segni che la caratterizzano. Nei lavori di gruppo sono emersi ampi spunti di riflessione e proposte che, partendo da una sincera autocritica, mirano a proporzionare ai fedeli che vi partecipano come ai lontani, un’esperienza di Dio-Amore innanzitutto, e di chiesa come fraternità.

Concludendo la serata, e raccogliendo le idee e gli spunti emersi, l’arcivescovo ha voluto ricordare come questo tempo ci trovi tutti interconnessi, chiamati a dare testimonianza delle fede che professiamo.

Ricordando infine, le Parole di Papa Leone nelle ultime catechesi del mercoledì, in San Pietro, l’arcivescovo ha voluto ribadire come nella liturgia, tutti noi veniamo “ristorati, incoraggiati e rinnovati” nel nostro impegno di fede e nella nostra missione, e augurando a tutti una buona estate ha invitato ciascuno a vivere la propria fede ovunque, nel lavoro come nel riposo, nel servizio come in vacanza poiché la liturgia è “fonte da cui tutto promana e culmine a cui tutto giunge”.

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