
PREGANDO DIO, DITE: “PADRE NOSTRO”!
Questo brano del Vangelo secondo Matteo (Mt 6, 7-15), si trova nel cuore del Discorso della Montagna, e contiene l’insegnamento di Gesù sulla Preghiera, inclusa la consegna del “Padre Nostro”, a dire: Quel modo nuovo ed intimo di relazionarsi con Dio, distanziandosi dalle pratiche dei pagani e dei farisei. Infatti, il Cristianesimo, prima di essere una Dottrina o la sintesi di una Verità, è primariamente una “Relazione”, e la stessa
Preghiera, diventa, essenzialmente, un rapporto d’Amore, uno “stare” con l’Amato, una Presenza che spesso necessita di silenzio, piuttosto che di lunghe “litanie”. Nessuno di noi è al mondo per caso. Non siamo una imperscrutabile combinazione di cellule, che ci ha permesso di essere qui, su questa Terra, ma è certamente per una misteriosa, ma reale “Volontà” di Dio, (ormai sapete, che a me piace meglio definire: “Dio – Incidenza”), che manifesta, cioè, un progetto di Amore, che ci rimanda ad una Relazione di Paternità con Dio Padre, Creatore e Signore. Per questo, Gesù, consegnandoci il “Cuore” della Preghiera Cristiana: il “PADRE NOSTRO”
(L’ABC di ogni Preghiera!), ci invita a chiamare Dio:
“ABBÀ= “Papà”, Tipico della confidenza e della tenerezza di un Bambino, superando, in tal modo, l’egoistica dimensione dell’io e del mio, per condurci a condividere il “nostro”. Santa Teresa d’Avila, scriveva: “Se Dio è Padre, non servono i capricci dei pagani o i rituali religiosi dei farisei. Serve l’essere figli amati, desiderati, fortemente voluti da un Dio che è Padre. Ora, vediamo di seguito, i punti chiave, del commento biblico, a questa sublime Preghiera. Padre Nostro: Indica questa nuova relazione filiale e confidenziale
(“Abbà “-Padre), e “Nostro”, ne evidenzia la natura comunitaria, perché il “Padre Nostro”, non è una preghiera individualista! –Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà:
Queste prime “richieste”, mettono al centro la Gloria di Dio e il suo desiderio di Salvezza per l’umanità. Invece i versetti 11-13, contengono quattro richieste, per la bene dei Fratelli: Pane, Perdono Vittoria, Libertà. Chiediamo a Dio, cioè, di trasformare le strutture della Comunità e della Società, perché tutti i figli di Dio, abbiano la stessa dignità. Il Pane Quotidiano: Non solo esprime la fiducia nella Provvidenza di Dio, ma chiediamo il necessario per “oggi”, non per il futuro lontano; così come nell’Esodo, “ogni giorno”, il popolo riceveva la Manna nel deserto: “Essi dunque ne raccoglievano ogni mattina secondo quanto ciascuno mangiava” (Es 16, 21a). Rimetti a noi i nostri debiti…: Siamo nel Cuore della Preghiera, dove la richiesta del Perdono a Dio è unita (e condizionata!), all’impegno di perdonare gli altri. Nell’Antico Testamento, ogni 50 anni, l’Anno Giubilare, obbligava a perdonare i debiti (Lv 25, 8-55); con Gesù ha inizio un “nuovo” Anno Giubilare: “Un Anno di Grazia del Signore” (Lc 4, 19), ovvero, un “nuovo inizio”, nella condivisione e nella fratellanza!
Non abbandonarci alla (meglio sarebbe “nella”) tentazione: Chiediamo a Dio la forza di non cadere sotto il potere del male. Nell’Esodo, la gente venne tentata e cadde: “Si sono fatti un idolo di metallo fuso…” (Es 9, 12b). Con Gesù, nel “nuovo” Esodo, la “tentazione”, sarà superata dalla forza che riceviamo da Dio: “Dio…, Non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze” (1Cor 10, 13b).
Ma liberaci dal male: Il Male è Satana, che tenta sempre di allontanarci da Dio, così come ha fatto con Pietro (Mt 16, 23), e con Gesù nel deserto (Mt 4, 1-11). Ma il Signore ci incoraggia e ci sostiene: “Coraggio, io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33). Chiediamoci, tuttavia: “Quando possiamo alzare gli occhi e pregare il “Padre Nostro?” Certamente, quando ci specchiamo nei sentimenti di questo Dio Padre, e quando recuperiamo in noi, l’innocenza e la fiducia tipica di un Bambino. Auguri, pertanto, per questa “Crescita a ritroso”, che deve caratterizzarci come veri Cristiani, passando, cioè, dalla nostra presunta “Adultità”, fino a diventare semplici e puri di cuore, come i Bambini, che da Piccoli, chiamano il genitore “Papà”, e solo da grandi (“Adulti nella Fede”), si rivolgono a Lui, chiamandolo “Padre!” Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
