
IL “GIUBILO” DI CRISTO SIGNORE !
Oggi, nella Chiesa, celebriamo la Solennità del “DIVIN Cuore” di Gesù. Spiego: Ho preferito usare il termine “Divino”, in riferimento al Cuore di Gesù, anziché “Sacro”, perché ritengo che “Divino”, sia un aggettivo che normalmente, è da attribuire alle Persone, mentre il termine “Sacro” è un aggettivo, che è più opportuno destinare alle cose e/o agli oggetti. Oggi nel Vangelo (Mt 11, 25-30), ascoltiamo l’invito di Gesù, ad avere sempre piena fiducia in Dio, contrapponendo la superbia dei “sapienti” e dei “dotti”, alla semplicità dei “piccoli”: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli” (v 25). Questo va a ribaltare, ogni logica umana: Non serve nella vita, un intelletto superiore, ma un cuore aperto e disponibile, per arrivare a comprendere il mistero di Dio. Gesù, qui, si rivolge prioritariamente a chi è affaticato e oppresso, offrendo ristoro a chi è stanco, e promettendo un “giogo” dolce, rispetto al peso della Legge, a quanti si sentivano affaticati ed oppressi dalle rigide regole religiose, e dai pesi della vita. Il “giogo” di Gesù, invece, è definito “dolce”, e il suo peso “leggero”, così come il suo cuore, è “mite” ed “umile”, per dirci che: Più che parlare di “sottomissione servile”, quello di Gesù, è un invito ad imparare da Lui: la mitezza e l’umiltà, sposare, cioè, uno stile di vita basato sulla gentilezza e sul dialogo, non sulla forza o sulla sopraffazione. Sarà solo in questo abbandono fiducioso, che scopriremo la rivoluzionaria bellezza del suo Insegnamento, apportatrice di vera Pace ed autentico Riposo, che certamente ci libereranno dalla schiavitù di un’esistenza, centrata solo su sé stessi. Nella scena del Vangelo notiamo, oggi, come Gesù, dopo aver manifestato Il proprio “Giubilo”, per la predilezione di Dio, verso quelli che sono “semplici”, proprio come i “Bambini” ( E non dimentichiamolo mai, perché i Bambini, ci richiamano costantemente, alla condizione necessaria, per entrare nel Regno di Dio!), aggiunge, poi, una cosa molto consolante: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (v 28). Occorre, tuttavia, accogliere questo “giogo”, che misteriosamente, anziché pesare, alleggerisce, ed invece di schiacciare, solleva! Ci chiediamo: “Ma dove sta il segreto, di questo umano paradosso? Papa Benedetto XVI, risponde che: “Il “giogo” di Cristo, è la Legge dell’Amore, il grande Comandamento che ha lasciato ai suoi discepoli, e che a differenza dei “gioghi” umani, che fanno male e schiacciano, quello di Gesù, è un “giogo” che paradossalmente, rende liberi”! Gesù ci invita a prendere il “suo” giogo, imparare, cioè, a camminare con Lui. Tuttavia, per accettare questa proposta, bisogna essere profondamente “umili”, persone capaci, cioè, di comprendere la propria “piccolezza”, però, non come un limite, ma come la porta di accesso, a qualcosa di ben più grande: “Nessuno conosce il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo” (v 27b). Rendiamoci perciò, “degni” di questa sua Rivelazione. A tutti, Auguro, una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
