
ANDATE E ANNUNCIATE: “IL REGNO DEI CIELI, È VICINO “!
Ancora una volta il Vangelo di oggi (Mt 10, 7-13), ci invita a portare il “Lieto Annunzio” nel mondo, e ci esorta: “Predicate e annunciate a tutti, che Gesù è il nostro Salvatore, inviato dal Padre a parlarci del Regno di Dio, e dite: “È vicino a voi, il Regno di Dio” (v 7). Per questa ragione, Lui è l’Unico che può rinnovare dal di dentro, e cambiare la società in cui viviamo. Una cosa è certa: Gesù vuole la salvezza dell’uomo completo: nel suo corpo e nel suo spirito! Anzi, di fronte alla paura che attanaglia il mondo: la Morte, Lui propone la Risurrezione. Per noi Cristiani, questa opportunità, è iniziata sin dal giorno del nostro Battesimo (Rm 6, 4). Ecco perché siamo chiamati ad essere sempre portatori di Pace, in un mondo lacerato da tante guerre assurde! Entrando nelle case, ci dice Gesù, rivolgete loro “il saluto di pace” (v 12). Nel linguaggio dell’Antico Testamento, la Pace, è sinonimo di benessere materiale e spirituale, invece, nel Nuovo Testamento, significa “Salvezza”, portata dal Cristo, anzi “è Cristo stesso la nostra Pace”
(Ef 2,14). Un po’ come facciamo noi Sacerdoti, quando entriamo nelle case di un’ammalato, per portargli la santa Eucarestia, quando diciamo: “La Pace del Signore entri in questa casa!” Ora, se c’è una buona disposizione interiore ad accoglierla, la Pace di Cristo, resta in quella casa: “Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa” (v 13a). Epperò, c’è anche tanta gente che rifiuta, cerca mille scuse per non ricevere l’Annuncio del Vangelo: “Se qualcuno poi non vi accoglie…, uscite da quella casa…e scuotete la polvere dai vostri piedi” (v 14). Ma non per questo dobbiamo scoraggiarci! La nostra è una grande responsabilità, non possiamo non annunciare il Vangelo di Cristo, perché noi viviamo di esso, e vogliamo che così lo vivano anche gli altri. Ad ogni evangelizzatore, tuttavia, viene chiesto da Gesù, una condotta coerente con quanto si annuncia: Non spasmodica ricerca di ricchezze, di vantaggi, e favori umani, ma piena fiducia, anche per le necessità marteriali, in colui che ci invia. Il disinteresse: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (v 8b), rimane certamente la prova più grande della bontà della causa che noi si promuove, perché il Regno dei Cieli, viene annunziato primariamente ai poveri, ed appartiene ai poveri (Mt 5, 3). Infatti, colui che invia, Gesù, è “il Povero” (“L’Anàw” per eccellenza – Mt 8, 20). Ecco perché può raccomandare a tutti: “Non procuratevi oro nè argento, né denaro nelle vostre cinture, ne sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento” (vv 9-10). Il rifiuto a questo “Annuncio di Salvezza”, tuttavia, ahimè, è davvero tragico. Dice Gesù: “Si avvarrà di un giudizio più severo di quello che ha portato alla distruzione, nell’Antico Testamento, Sodoma e Gomorra (Gen 19,8). E, tuttavia, anche il rifiuto, non deve scoraggiare colui che annuncia, né arrestare la sua l’azione missionaria: Egli è invitato ad andare altrove, a portare il dono della salvezza ad altri. Il gesto, poi, di scuotere la polvere dai piedi, non è da considerare una maledizione, bensì un segno di distacco e di protesta. Un po’ come faceva ogni Israelita, al suo ritorno, da un luogo pagano, in Palestina, quale gesto di totale separazione!
Le città, le famiglie, le persone, ecc., che non accoglieranno ed ospiteranno gli inviati di Cristo, saranno trattati duramente nel giorno del Giudizio. Leggendo questa pagina del Vangelo, notiamo come Gesù, ci inviti a predicare “strada facendo” (v 7a), ovvero, anche durante il nostro cammino, come a dire: mai fermarsi, senza ritenerci mai “arrivati” (quasi a saperne più del Maestro!). Bèh, forse sarà questo il momento, in cui ci renderemo conto, di quanto ne siamo, ancora lontani! Auguro sempre a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
