
GLI
INTERROGATIVI, SULL’IDENTITÀ DI GESÙ !
In questi appena tre versetti, del Vangelo di oggi (Mc 12, 35-37), viene posto uno dei tanti interrogativi che ci accompagneranno in tutto il Vangelo secondo Marco: Come Gesù può essere figlio di Davide, se è Figlio di Dio? Gesu è: sia “figlio di Davide”, quale discendente umano secondo la carne, attraverso la linea “legale” di Giuseppe, che apparteneva alla Stirpe di Davide, e gli conferirà la legittimità giuridica, come ci conferma lo stesso San Paolo: “…Riguardo al Figlio suo, nato dal seme di Davide, secondo la carne” (Rm 1, 3); E sia “Figlio di Dio”. Questo ci indica la sua relazione unica ed eterna con Dio Padre, confermando la sua “Natura Divina”: “Costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di Santità…” (Rm 1, 4a), che si è fatto Carne: L’Emmanuèle (“Dio con noi”). Oggi, Gesù, nel Vangelo, interroga gli Scribi, proprio su questo “paradosso”: “Se il Messia è solo figlio di Davide (secondo la Tradizione Rabbinica), perché Davide stesso, ispirato allo Spirito Santo, lo chiama “Signore” nel Salmo 110: “Oracolo del Signore al mio signore… (Sal 110, 1a). La risposta è che Gesù, non solo è pienamente “umano” (figlio di Davide), ma è pienamente Dio (“Figlio di Dio”), che unisce in sé, la “profezia” umana, e la “realtà” Divina! È il vero Signore, che trascende anche il suo antenato Davide, che, abbiamo visto, lo riconosce “suo” Signore. Gesù, pertanto,
non solo è vero Dio, ma anche vero Uomo, ed in Lui coesistono entrambe le realtà: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16, 16). La sua Incarnazione, tuttavia, non significa che Gesù Cristo, sia in parte Dio e in parte Uomo, quasi fossimo di fronte ad una “mescolanza”, di divino e di umano! Egli si è fatto veramente Uomo, rimanendo veramente Dio. Così si esprime, a tal proposito, il Concilio Vaticano II, nella “Gaudium et Spes”: “Il Figlio di Dio…, ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo”! Nascendo da Maria Vergine, Egli si è fatto veramente uno di noi, “in tutto simile a noi, fuorché nel peccato” (Eb 4, 15). È chiaro, Gesù discendeva davvero dalla Stirpe del Re Davide, e nel Nuovo Testamento, ben 17 versetti, lo descrivono come tale (Mt 15, 22; Mc 10, 47; Mt 20, 30), e lo stesso Isaia parlerà di Lui, descrivendolo quale: “Virgulto di Iesse” (Padre di Davide). Dice il Profeta: “Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici” (Is 11, 1). Ora, chiarito questo questo, sembra che Gesù, oggi, voglia “giocare” sul dualismo: vero Dio/ vero Uomo!
Dio e Uomo, sono due realtà che coesistano, poiché, nella misteriosa unione “dell’Incarnazione”: “La natura umana è stata assunta, senza per questo venir annientata”
(“Gaudium et Spes, 22). Dio è immensamente più grande, dell’idea stessa che abbiamo di Lui. Con la nostra piccola mente, possiamo tentare di immaginarlo, ma non riusciremo mai a coglierlo nella sua sconfinata, infinita interezza! Dio va ben oltre i nostri orizzonti, e supera ogni nostra congettura mentale. Il suo Amore non conosce limiti, e il suo Perdono è inesauribile. Gesù- vero Dio e vero Uomo – si è tanto innamorato dell’uomo, da farsi Uomo. Oggi cammina con noi, è sempre al nostro fianco, e come la folla del Vangelo, anche noi: “Ascoltiamolo volentieri”. Buona e Santa giornata a tutti.
don Michele Romano
