SOLENNITÀ DIOCESANA DEL CORPUS DOMINI A TARSIA

SOLENNITÀ DIOCESANA DEL CORPUS DOMINI A TARSIA 04 Giugno 2026.

“Abbiamo il coraggio dell’essenziale”: a Tarsia la Chiesa diocesana celebra il Corpus Domini, accanto alle comunità colpite dall’esondazione del Crati

Si è svolta nella comunità di Tarsia la Solennità diocesana del Corpus Domini, presieduta dall’Arcivescovo e partecipata dalle comunità parrocchiali provenienti da tutta la Diocesi. La scelta di celebrare quest’anno il Corpus Domini a Tarsia ha assunto un forte valore simbolico ed ecclesiale: un segno concreto di vicinanza alle popolazioni e ai territori che nei mesi scorsi sono stati duramente colpiti dall’esondazione del fiume Crati.

Nel saluto iniziale, l’Arcivescovo ha accolto con gratitudine i fedeli, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, le autorità civili e militari e tutte le rappresentanze del territorio presenti alla celebrazione.

«Con gioia saluto tutte le comunità parrocchiali della Diocesi qui convenute; rivolgo un particolare e sincero ringraziamento alla Vicaria che ci accoglie e che, con generosa disponibilità, si è impegnata nella preparazione e nell’accoglienza di questa celebrazione. Saluto altresì le autorità civili e militari presenti, le rappresentanze delle comunità cittadine, i presbiteri, i religiosi e le religiose, e tutti voi fedeli che partecipano a questa assemblea liturgica».

L’Arcivescovo ha quindi richiamato il significato della scelta del luogo della celebrazione: «Tarsia, come già Thutio in Quaresima, per non dimenticare quanto è avvenuto nei giorni dell’esondazione del Crati e per dire ancora la prossimità e la vicinanza al nostro territorio ferito da quegli eventi».

La celebrazione eucaristica ha rappresentato anche il momento conclusivo dell’anno pastorale diocesano, vissuto sotto il tema “Lievito di pace e di speranza”, percorso che ha visto la comunità ecclesiale riflettere attraverso le tre Assemblee diocesane dedicate al lievito della prossimità, dell’evangelizzazione e della santificazione.

Nell’omelia, l’Arcivescovo ha evidenziato come la Solennità del Corpus Domini conduca al cuore della fede cristiana, ricordando che «non celebriamo semplicemente un rito o una devozione, ma una Presenza: Cristo che continua a donarsi alla sua Chiesa nel sacramento del suo Corpo e del suo Sangue».

Prendendo spunto dalle letture liturgiche e dal tema della giornata, il Presule ha sviluppato la sua riflessione attorno a quattro espressioni: “azzimi di sincerità e di verità, vivere di fraternità, nutrirsi del Vangelo, gustare la festa”.

Richiamando il valore dell’autenticità cristiana, ha sottolineato come l’Eucaristia conduca ogni credente alla verità del proprio cuore e inviti a lasciarsi trasformare dalla presenza del Signore, abbandonando ogni forma di ipocrisia, indifferenza e divisione.

Soffermandosi poi sul significato ecclesiale del Pane condiviso, ha ricordato che «poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo». L’Eucaristia, infatti, costruisce la comunione e genera una fraternità concreta fatta di ascolto, accoglienza e condivisione, nella quale nessuno è estraneo e ciascuno è chiamato a partecipare alla vita e alla missione della Chiesa.

Un ulteriore passaggio dell’omelia è stato dedicato alla centralità del Vangelo. Citando il recente discorso di Papa Leone alla Conferenza Episcopale Italiana, l’Arcivescovo ha ribadito che «la priorità è il Vangelo», invitando le comunità a lasciarsi nutrire dalla Parola di Dio e a guardare il presente con gli occhi del Signore, capaci di riconoscere una messe abbondante anche nelle difficoltà del tempo presente.

Infine, ha richiamato il valore della gioia cristiana, ricordando che l’Eucaristia è il sacramento della Pasqua e della vita nuova, anticipazione della festa eterna del Regno. La santità, ha affermato, non coincide con la tristezza o il perfezionismo, ma nasce dalla comunione viva con Cristo.

Concludendo la sua riflessione, l’Arcivescovo ha invitato l’intera Chiesa diocesana ad avere «il coraggio dell’essenziale», mettendo Cristo al centro della vita ecclesiale, costruendo comunità fraterne e missionarie, capaci di ascoltare i giovani, accompagnare le famiglie e lasciarsi evangelizzare dai poveri.
Al termine della celebrazione, la tradizionale processione eucaristica per le vie della comunità è diventata una pubblica testimonianza di fede e di speranza. Il passaggio del Santissimo Sacramento tra le case e le strade di Tarsia ha rappresentato un segno eloquente della presenza del Signore che continua a camminare con il suo popolo e un gesto di particolare vicinanza alle comunità che ancora portano le ferite dell’esondazione del Crati.

La Solennità del Corpus Domini ha così concluso l’anno pastorale diocesano consegnando alle comunità l’impegno a essere, nel territorio e nel tempo presente, autentico “lievito di pace e di speranza”.

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